«Perizia sulla scheda contestata» Così a Filetto si decide il sindaco

6 Dicembre 2019

Il primo cittadino eletto con una sola preferenza in più: dopo il ricorso presentato dall’opposizione i giudici del Tar si affidano a un grafologo per decidere. Un intero paese resta con il fiato sospeso

FILETTO. La perizia di «un esperto grafologo» su una scheda contestata deciderà se Filetto dovrà tornare o meno al voto. A ordinarla sono stati i giudici amministrativi dopo il ricorso presentato dal candidato sindaco Rocco Di Nanno, sconfitto per una sola preferenza – 303 contro 304 – da Marilena Ruscitelli, che indossa la fascia tricolore dallo scorso 26 maggio. Ma tutto è ancora in discussione: la decisione definitiva del Tar di Pescara verrà presa nell’udienza pubblica fissata per il 24 gennaio.
A rivolgersi al tribunale amministrativo è stata la lista perdente perché una scheda annullata sarebbe in realtà valida. Almeno questo è scritto nel ricorso depositato dall’avvocato Ennio Notaro, che assiste Di Nanno, Vincenzo Abbonizio, Anisia Annarumma, Paolo Cacciavillani, Enzo De Luca, Giovanni Munge, Rosalinda Paolucci, Giuseppe Santone, Paolo Torrieri Di Tullio e Nicola Tosti. A sostenere la tesi diametralmente opposta è il Comune di Filetto, rappresentato dall’avvocato Paolo Sperduti.
Con l’ordinanza pubblicata ieri, il Tar (presidente Renata Emma Ianigro, consigliere estensore Massimiliano Balloriani, consigliere Paolo Amovilli) non ha sciolto ancora la riserva. «Pur dopo l’acquisizione della scheda in questione», si legge sul provvedimento, «appare tuttora dubbio se il tratto grafico presente su di essa corrisponda a quello prodotto dalla matita copiativa fornita dal ministero dell’Interno». La considerazione dei giudici è arrivata dopo la relazione ricevuta dalla prefettura di Chieti, secondo cui «la valutazione effettuata – relativa al segno tracciato sulla scheda oggetto del ricorso – non può che essere meramente empirica, non disponendosi in questa sede di ulteriori e più approfonditi mezzi di analisi dell’elemento grafico in questione».
Ora la palla passa alla prefettura di Pescara che, scrivono i giudici del Tar, «dovrà verificare, avvalendosi della consulenza di un esperto grafologo o di altro idoneo professionista, se i segni prodotti sulla scheda siano riconducibili alla matita fornita dal ministero dell’Interno per le operazioni di voto e se questi segni grafici diversi dall’ordinario siano riconducibili alla circostanza che il votante abbia inumidito la matita con la saliva, o abbia in altro modo involontariamente alterato detto tratto grafico». Alla perizia potranno assistere le parti in causa, attraverso i loro difensori o consulenti. E la prefettura dovrà depositare la relazione decisiva, «redatta con chiarezza e sinteticità», entro dieci giorni. Il mese prossimo, Filetto saprà se dovrà tornare al voto oppure no.
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