Perrotti: quali criteri dietro questa scelta?
Assemblea popolare del Comitato per la salvaguardia di Chieti: cancellata una sede con 104 comuni
CHIETI. Un’assemblea popolare per mettere in campo iniziative concrete a tutela della città che si appresta a subire, suo malgrado, l’ennesima spoliazione con la chiusura, in un colpo solo, di Questura, Prefettura e comando provinciale dei Vigili del fuoco. É stata indetta per lunedì a partire dalle 17, nella sala del consiglio provinciale, dal Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti che conta al suo interno 80 associazioni culturali.
Il Comitato invita la città a mobilitarsi per evitare un altro scippo che si annuncia, a questo punto, mortale. Chiaro, in tal senso, Giampiero Perrotti, coordinatore del Comitato. «Chieti non può restare a guardare quando, come un fulmine a ciel sereno, viene diffusa nell’ambito del Regolamento di riorganizzazione del Ministero dell’Interno, un’ipotesi di ristrutturazione delle prefetture con le strutture connesse, fortemente penalizzante», spiega Perrotti, «per la nostra città e il suo territorio. Infatti il Governo ha ipotizzato un taglio delle prefetture senza alcun criterio obiettivo».
E giù una serie di esempi pratici, numeri alla mano, per perorare la causa di Chieti e, soprattutto, della sua Prefettura istituita nel lontano 1861. Secondo il progetto del ministero dell’Interno, ricorda il Comitato, la sede di Chieti verrebbe cancellata, a dispetto dei suoi 393.734 abitanti distribuiti in 104 comuni con un territorio di 2.588 km quadrati mentre resterebbero, ad esempio, le prefetture di Ravenna che di Comuni ne ha 18 e di Ragusa che conta appena 12 Comuni di riferimento. Insomma per il Comitato i conti non tornano davvero anche perché Chieti è stata scelta, di recente, dallo Stato per un progetto pilota di riordino delle sedi degli uffici di emanazione statale tra cui, ovviamente, ci sono di diritto anche Questura e Prefettura. Uffici che, invece, sono in procinto di essere accorparti alle sedi di Pescara che non perderà nulla. Ma, precisa il Comitato, non c’è nessuna guerra di campanile dietro l’angolo.
«Vorremmo solo sapere quali sono i criteri scelti dal Governo e chiediamo che i parlamentari abruzzesi», riprende Perrotti, «si ricordino di essere i rappresentanti del territorio e facciano sentire forte e chiara la loro voce contro un progetto che penalizza ancora una volta l’intera regione e la provincia di Chieti in particolare».(j.o.)
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