Persecuzione su una ventenne: a processo

27 Aprile 2021

Altino. Giudizio immediato per il giovane accusato anche di violenza sessuale e diffamazione

ALTINO. Violenza sessuale e atti persecutori nei confronti di una ventenne, subito a processo il presunto responsabile. Il gip Massimo Canosa ha disposto il giudizio immediato per Matteo Giuliante, 28 anni, di Altino. L’udienza è stata fissata al prossimo 7 luglio. Il giovane, assistito dall’avvocato Gaetano Pedullà, è agli arresti domiciliari dal 23 marzo scorso, quando è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Lanciano. Deve rispondere dei reati di atti persecutori, diffamazione aggravata, violenza privata e violenza sessuale nei confronti di una ventenne di Perano.
Le indagini dei carabinieri di Archi, ai quali la ragazza si è rivolta, hanno fatto emergere «una condotta di persecuzione, intimidazione e pressione nei confronti della giovane», con la quale il 28enne aveva avuto una relazione sentimentale finita per volontà della ragazza. Secondo le accuse l’arrestato ha tempestato di messaggi Whatsapp la ex, chiedendole in modo pressante di incontrarsi e di riallacciare il rapporto. Avrebbe persino provato ad impietosirla fingendo gravi problemi di salute. La situazione aveva creato nella giovane un forte e perdurante stato di ansia, tanto da minarne la tranquillità e da costringerla anche a cambiare le sue abitudini di vita. La giovane si era però decisa a denunciare i fatti ai carabinieri di Archi quando Giuliante sarebbe arrivato a ricattarla, prospettandole la pubblicazione su internet di un video a sfondo sessuale falsamente riconducibile a lei, qualora non avesse acconsentito alle sue richieste.
Ancora secondo le accuse, a febbraio il 28enne avrebbe indotto la ventenne anche ad avere un rapporto sessuale per consegnarle il video. E’ anche accusato di aver affisso, ai primi di marzo, sulla pubblica via di Perano manifesti diffamatori nei confronti della ragazza. Su fogli bianchi di formato A4 avrebbe scritto il nome di lei e il suo numero di telefono, invitando a cercare su internet il presunto video hard. Ma i carabinieri di Archi, che da qualche giorno tenevano d’occhio il giovane, lo avevano rintracciato subito dopo il fatto e perquisito. Nella sua auto i militari avevano trovato il pennarello utilizzato per scrivere i manifesti e la colla vinilica per la loro affissione. Sulla base delle prove emerse nelle indagini, il pm Serena Rossi ha chiesto il giudizio immediato per il 28enne. Il legale dell’imputato, l’avvocato Pedullà, sta valutando la scelta del rito abbreviato. (s.so.)
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