Perseguita la ex: condanna a 4 anni

25 Aprile 2017

Francavillese incastrato dalle telecamere, deve risarcire anche 10mila euro

CHIETI. Dura condanna per stalking per il quarantaseienne di Francavilla al Mare Enzo Miccoli. L’uomo è stato condannato a 4 anni più 10.000 euro di multa dal giudice Andrea Di Berardino. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca aveva chiesto una pena di 4 anni. L’avvocato della parte civile, Maria Ida Troilo, aveva chiesto un risarcimento danni dell’ammontare di 10.000 euro e tanto ha ottenuto. «È stata una condanna esemplare», ha commentato l’avvocato Troilo, «che mi permette anche di lanciare un messaggio alle donne sulla necessità di denunciare e di avere fiducia nella giustizia».

Miccoli, difesa dall’avvocato Sabatino Ciprietti, nella primavera del 2013 aveva iniziato a perseguitare una donna teatina di qualche anno più grande di lui, con la quale aveva avuto una breve relazione sentimentale. Quando lei ha deciso di lasciarlo, è iniziato il calvario: insulti a telefono, messaggi minacciosi, appostamenti, pedinamenti e danneggiamenti all’auto. La donna, residente nei pressi della villa comunale, si rivolge alla polizia e scattano le indagini della seconda sezione della squadra mobile, diretta da Francesco Costantini. Nell’estate del 2013, l’uomo, che alla polizia si era descritto come tombeur de femme, viene raggiunto dal divieto di avvicinamento alla ex per tre mesi. Ma, nonostante il provvedimento, la donna denuncia altri episodi di stalking. A quel punto gli agenti della Mobile decidono di far installare delle telecamere sull’auto della donna. All’inizio non ci sono riscontri, ma dopo un po’ di tempo Miccoli viene incastrato quando insegue con la sua auto quella della ex, le si affianca, la copre di ingiurie dal finestrino, le fa dei gestacci e tenta pure di scaraventarla fuori strada. Il tutto davanti all’obbiettivo delle telecamere la cui permanenza sull’autovettura della signora era stata prolungata nonostante il fatto che all’inizio non avessero dati risultati utili alle indagini. E così Miccoli viene fermato. Il pm ne chiede gli arresti in carcere, il giudice gli concede i domiciliari. Ieri mattina è arrivata la condanna di Di Berardino. (a.i.)