Perseguita la ex e la diffama: inflitti 2 anni

Altino. Trentenne condannato per i manifesti affissi contro di lei, assolto per la violenza sessuale
ALTINO. Due anni e 20 giorni di reclusione per atti persecutori, diffamazione aggravata della sua ex ragazza; assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, dalle accuse di violenza sessuale e privata sempre nei confronti della ex. È la sentenza emessa con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi nei confronti di M.G., 30 anni, di Altino, rappresentato dall’avvocato Gaetano Pedullà. La Procura aveva chiesto la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione. La vicenda approdata in aula a Lanciano è quella di un amore finito, di un lui, M.G., che lasciato dalla ragazza, una ventenne, non si rassegna alla fine della relazione e cerca con tutti i modi, purtroppo anche non leciti, di riconquistare l’ex, rendendole la vita un inferno. Secondo l’accusa portata avanti dal pm Serena Rossi, il 30enne dopo essere stato lasciato inizia a tempestare la ex di messaggi Whatsapp chiedendole in modo pressante di incontrarsi e riprendere il rapporto. Avrebbe persino provato a impietosirla fingendo gravi problemi di salute, di avere pochi giorni di vita. Centinaia di messaggi. Non ottenendo risposta, il 30enne però passa ai ricatti: dice alla ex di avere un video hard di loro quando stavano assieme in atteggiamenti intimi e che lo avrebbe messo in rete se non avesse assecondato alle sue richieste: incontralo e avere un rapporto. Secondo l’accusa il 23 febbraio dietro le minacce e per avere il video la ragazza avrebbe incontrato l’ex subendo una violenza. Da qui la richiesta di condanna di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Ma per il giudice, come evidenziato dall’avvocato Pedullà, non ci fu alcuna violenza; da qui l’assoluzione dall'accusa.
La condanna invece oltre che per gli atti persecutori è arrivata anche per la diffamazione perché il 18 e 19 marzo 2021 lui ha affisso sulle vie di Perano manifesti con su scritto il nome di lei e il suo numero di telefono, invitando a cercare su Telegram il presunto video hard. Dopo questo episodio l’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Archi a cui la ventenne si era rivolta quando l’ex ha iniziato a ricattarla con il video hard falsamente riconducibile a lei. «Non ci sono provvedimenti cautelari nei confronti del mio assistito», precisa l’avvocato Pedullà che, ottenuta l’assoluzione per la violenza sessuale e quella privata, è pronto a fare appello contro la condanna per gli atti persecutori e la diffamazione. (t.d.r.)
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