Perseguitava la fidanzata, resta in carcere

Fossacesia: l’uomo di 63 anni nega tutto. Ma il giudice convalida l’arresto e firma la custodia cautelare
FOSSACESIA. Resta in carcere l’uomo accusato di stalking nei confronti della sua compagna. Il giudice per le indagini preliminari, Massimo Canosa, ha convalidato ieri mattina l’arresto in flagranza di reato per Fernando Capula, 63 anni, originario di Torino ma da alcuni anni residente a Fossacesia. L’uomo è finito in manette giovedì pomeriggio davanti alla caserma dei carabinieri di Fossacesia, in via Della Marina.
Dopo l’arresto, su disposizione del procuratore capo Francesco Menditto, Capula è stato trasferito nel carcere di Villa Stanazzo, a Lanciano. Secondo le indagini dei militari, l’uomo avrebbe avuto un comportamento minaccioso nei riguardi della donna, una coetanea di nazionalità romena con la quale aveva intrapreso una relazione sentimentale, tale da indurla a rivolgersi in caserma per denunciare il compagno. Per lui è scattato, quindi, l’arresto in flagrante.
L’episodio di giovedì sarebbe l’ultimo di una serie di vessazioni che la donna avrebbe subito nel corso della relazione. Stando alle accuse, formulate in base alla testimonianza della presunta vittima, il 63enne si sarebbe reso responsabile di minacce reiterate, violenze fisiche e psicologiche. Avrebbe anche costretto la donna a compiere atti sessuali contro la sua volontà.
Accuse che l’arrestato, difeso dall’avvocato Anastasio Morelli, avrebbe respinto, fornendo la propria versione dell’accaduto. E sono in tanti a Fossacesia a non credere alle pesanti accuse nei confronti dell’uomo.
Capula, incensurato e lavoratore in pensione, è conosciuto in città come persona disponibile e alla mano. Associato di una squadra di calcio locale, si occupa della custodia del campo sportivo. (s.so.)
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