Pesca illegale: sequestrati 2mila ricci di mare

Casalbordino. Blitz notturno della guardia costiera di Vasto, sub multato di 3mila euro. Ecco le regole
CASALBORDINO. Duro colpo alla pesca illegale di frutti di mare. La notte fra mercoledì e giovedì il personale della guardia costiera di Vasto ha sequestrato 2.000 ricci di mare appena pescati da un sub sulla costa antistante il litorale di Casalbordino. Il sequestro è avvenuto nel corso di un servizio mirato a prevenire e reprimere il saccheggio dei fondali marini. Durante pattugliamento lungo il litorale a nord di Vasto, i militari della motovedetta del Circomare hanno notato un segnale luminoso in mare. Insospettiti hanno deciso di avvicinarsi.
«Dopo un lungo appostamento», racconta il comandante Stefano Varone, «è stato identificato un pescatore subacqueo appena tornato a riva. Il sub è stato fermato in flagranza mentre era intento a pescare abusivamente ricci di mare mediante l’impiego di attrezzature subacquee (bombole). Una pratica che non è consentita dalle norme in vigore».
La violazione ha portato all’elevazione di una sanzione amministrativa di 3.000 euro e al sequestro di 2.000 ricci di mare oltre all’attrezzatura da pesca impiegata. Al termine dell'identificazione e dei controlli, il personale militare ha immediatamente rigettato in mare i ricci che erano ancora vivi. «La pesca sportiva subacquea dei ricci di mare», ricorda il personale della guardia costiera di Vasto, «è consentita solo nelle ore diurne, rispettando non solo le dimensioni minime consentite ma anche il limite quantitativo massimo di cinquanta esemplari. La cattura degli echinodermi può avvenire solo manualmente ed in apnea, pertanto escludendo l’impiego di apparecchi di ausilio alla respirazione subacquea. L’attività di vigilanza di uomini e donne dell’Ufficio circondariale marittimo di Vasto», avverte l'autorità marittima, «proseguirà, sotto il coordinamento del Compartimento marittimo di Ortona, lungo tutto il litorale di giurisdizione avendo come obiettivo il contrasto del fenomeni, al fine di salvaguardare l’ambiente marino e costiero e garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle risorse ittiche e del consumatore finale». La pesca abusiva dei ricci di mare è purtroppo un fenomeno che da anni sta creando problemi e rischia di impoverire i fondali marini. Per questo il Circomare ha deciso di adottare il pugno di ferro per scoraggiare raid abusivi notturni. (p.c.)
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