Pescatore pugliese precipitato nel Trigno, trovate parti dell’auto

Domenico Racanati, precipitato nel fiume Trigno con la sua auto
Case isolate, fango, 492 sfollati. L’alluvione piega l’Abruzzo. Ieri una giornata infernale sull’A14
VASTO. Senza casa 492 persone. Senza acqua potabile migliaia di residenti e tante fabbriche. Senza una voce amica la signora Vanessa, moglie di Domenico Racanati, l’uomo ufficialmente disperso, precipitato nel fiume Trigno con la sua auto a seguito del crollo del ponte. Il corso d’acqua ha restituito la targa e parte del paraurti della Fiat Bravo del 53enne pescatore pugliese. Partito da Bisceglie, era diretto a Ortona per affari. Al momento della tragedia era al telefono proprio con la moglie, ma all’improvviso la conversazione si è interrotta, nel punto in cui la statale 16 attraversa il corso d’acqua. «Voglio la verità sulla morte di mio marito». Urla ora la donna. Perché dietro la tragedia c’è un vero giallo.
Un testimone le ha detto di avere visto il marito cadere nel vuoto e ora lei vuole sapere perché le transenne che avrebbero dovuto impedire la circolazione erano state spostate. Da chi e perché? Domenico Racanati aveva acquistato a Ortona una barca. Giovedì mattina doveva ritirare dei documenti. L’inchiesta mira a dare risposte a tutta una serie di interrogativi. Tanto che ieri mattina in prossimità del ponte crollato è arrivato anche il procuratore di Larino, Elvira Antonelli. «Le ricerche stanno proseguendo», ha detto la Antonelli, «con grande attenzione e a farle sono i vigili del fuoco con i mezzi e gli uomini specializzati. Al momento è stata ritrovata la targa della Fiat Bravo incastrata tra un pilone e un albero e anche il paraurti della vettura. Il recupero della targa è stato laborioso. Il paraurti non è stato ancora recuperato».
Le ricerche dell’uomo proseguiranno anche nella giornata di oggi, confidando nel fatto che il livello del Trigno possa scendere. L’Anas, che gestisce la statale 16 Adriatica, ha diffuso una nota nella quale precisa che già «la sera di mercoledì 1° aprile, alle ore 19, era stata disposta e attuata la chiusura del traffico nel tratto della statale 16 Adriatica in corrispondenza del viadotto Trigno. La chiusura era stata resa effettiva mediante l’installazione di barriere fisiche tipo “New Jersey” e segnaletica di interdizione in prossimità delle rotatorie di Petacciato (lato sud) e San Salvo Marina (lato nord), per uno sviluppo complessivo di circa 7,2 chilometri, con indicazione dei percorsi alternativi.
Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l’analisi dei filmati disponibili, risulta che due veicoli hanno transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente. Il viadotto Trigno, come tutte le opere d’arte della rete Anas, è sottoposto a controlli periodici dell’intero impalcato e attività di manutenzione ordinaria, che riguardano il piano viabile, le barriere di sicurezza e la segnaletica». In una intervista a Repubblica, il comandante della polizia municipale di Montenero, Pierfrancesco Assonia, ricorda di essere rimasto sul ponte fino a tarda ora. Alle 2.30 c’erano stati tentativi di passaggio, ma le auto erano state respinte. Qualcuno però potrebbe avere rimosso le transenne.
La famiglia del pescatore pugliese è sicura che l’uomo non sarebbe mai passato se ci fosse stato un divieto. Le criticità relative alla viabilità sono numerose. «La situazione sta migliorando ma sì, restano molte criticità che cerchiamo di monitorare e tenere sotto controllo», afferma Francesco Menna, presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Vasto. Tanti i problemi sull’A14 e una giornata infernale per automobilisti e autotrasportatori. Nella mattinata di ieri si sono formati oltre quattro chilometri di coda per lavori di ripristino dei danni tra Pineto e Pescara Nord. Nove i chilometri di coda in serata (direzione Bari) a causa del ribaltamento di un Tir che trasportava paglia. L’incidente è avvenuto nel territorio di Montenero di Bisaccia, al confine tra Abruzzo e Molise.
In nottata, per lavori di risanamento «urgente dei danni alla pavimentazione» sono stati chiusi il casello di Lanciano e il tratto compreso tra Vasto Sud e Vasto Nord, verso Pescara. L’allerta meteo scende oggi da rossa ad arancione. Non piove ma resta alto il livello di guardia per molti corsi d’acqua. «La situazione complessiva evidenzia segnali di miglioramento», sottolinea il direttore dell’Agenzia di Protezione civile Maurizio Scelli, «ma rimane ancora elevato il livello di attenzione, in particolare per il rischio idrogeologico e per le conseguenze legate allo scioglimento della neve accumulata nelle aree interne».
Risultano ancora attivi 132 Centri operativi comunali (Coc) e Centri coordinamento soccorsi (Ccs) nelle quattro province. Il Consorzio di bonifica sud ha segnalato la rottura della condotta di acqua potabile e industriale a servizio dei comuni di Vasto, San Salvo e Montenero. Ulteriori criticità sono state comunicate da Sasi Lanciano (società per il servizio idrico) che ha disposto la sospensione della fornitura idrica a causa del cedimento dell’acquedotto principale tra la sorgente Sinello e il partitore nel comune di Roccaspinalveti. Il disservizio interessa Atessa (località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo.
In provincia di Chieti si registrano 114 evacuati in 12 comuni. Sono 48 gli sfollati a Silvi. Circa 300 a Spoltore. Permangono criticità significative, secondo la Protezione civile, a Castiglione Messer Marino (frana su strada), a Schiavi d’Abruzzo (traliccio Enel pericolante), ad Altino (ponte Altino-Guarenna, su Ss84, ostruito da alberi). Diverse le frane anche nel Teramano. Quella più grave sulla Sp49, dove uno smottamento con un fronte di circa trecento metri potrebbe isolare quattro frazioni e il comune di Rocca Santa Maria. Analoghe criticità si registrano nel territorio di Valle Castellana, con rischio isolamento di alcune frazioni.
Nel Pescarese, criticità a Roccacaramanico (Sant’Eufemia a Maiella) per interruzione di energia elettrica. «Oltre 1.400 interventi dei vigili del fuoco nel Centro Sud Italia a partire dal 31 marzo, tra Abruzzo, Molise e Puglia, per far fronte all’ondata di maltempo che ha colpito quei territori. Centinaia di soccorsi per allagamenti, frane, neve e vento, con intere comunità assistite. Un impegno straordinario che vede in campo oltre 600 operatori e più di 200 mezzi, a testimonianza della capacità di risposta del Corpo nazionale anche nelle situazioni più complesse». Sono i numeri snocciolati dal sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

