Pescara, la salvezza passa dal rendimento difensivo

I biancazzurri si preparano alla sfida di lunedì sul campo della Reggiana consolidando il reparto arretrato. (Nella foto, Davide Bettella)
PESCARA. L’impresa salvezza si decide in difesa. Il reparto del Pescara più vulnerabile finora in questa stagione, fanalino della classifica con 58 gol incassati, deve stringere i bulloni e cancellare le sviste clamorose dell’ultimo ko di Empoli, se intende rialzare la testa nello scontro diretto in programma lunedì pomeriggio in casa della Reggiana. Sarà una sorta di spareggio al Mapei Stadium, l’incrocio di due squadre che si giocano la sopravvivenza in serie B e che – per centrare l'obiettivo – non potranno permettersi regali davanti alla propria porta. In questi giorni, approfittando anche della sosta del campionato, il tecnico ha insistito molto sulle palle inattive, vero tallone d’Achille del Pescara. Al Castellani, nella sconfitta per 4 a 2 che ha spezzato la serie positiva del mese di marzo, da due calci d’angolo e da una punizione gli avversari hanno affondato la lama in un reparto morbido come il burro. Sul primo gol, Shpendi è totalmente dimenticato dai difensori pescaresi (nella sua zona c’era Capellini) e colpisce di testa nell’area piccola in beata solitudine. Sul secondo, Lovato stacca sovrastando Bettella. E sul terzo, ancora di Shpendi, un giocatore toscano svetta sul secondo palo e di testa offre all’attaccante la palla da spingere in rete, ancora di testa e ancora saltando senza nessuna marcatura pescarese. Ecco, questo mini libro degli orrori difensivi va ripassato a fondo in questi ultimi allenamenti: contro la Reggiana da combattimento che Bisoli sta preparando per lunedì, non sono ammesse nuove amnesie. I numeri. I biancazzurri devono rialzare la media catastrofica di 1,8 gol subiti a partita e blindare la porta di Saio, rimasta inviolata per quattro volte nelle ultime otto uscite della squadra di Gorgone. La Reggiana, che cambierà modulo passando alla difesa a quattro per la prima del nuovo tecnico Bisoli, non se la passa molto meglio: con 49 reti subite (1,5 a partita) finora è la terzultima retroguardia della serie B, finita da diverse settimane in pessime acque e sempre più a rischio retrocessione diretta. I numeri sono piuttosto catastrofici per tutte le ultime sei della classe: il Bari si avvicina alle statistiche del Pescara con 50 gol subiti, poi ci sono lo Spezia con 46, l’Entella con 45 e la Samp con 43. Tra queste, tutte a forte rischio serie C, il Delfino ha un asso da giocare: segna come le squadre che lottano per i play off e ha il settimo attacco del campionato con 43 gol fatti. Tutt’altra storia rispetto ai 30 di Reggiana e Bari e ai 31 di Entella, Samp e Spezia. A Reggio Emilia, lunedì, massima attenzione a non prendere gol e a non commettere disattenzioni in difesa. Perché davanti, tra Di Nardo, Insigne e compagni, un gol alla fine arriva quasi sempre (in otto gare su trentadue i biancazzurri non hanno segnato in un match di campionato). Le ultime. Ieri solo un allenamento mattutino tra palestra e campo al Poggio degli ulivi. Saltata la seduta pomeridiana a causa delle pessime condizioni meteo. Hanno svolto ancora lavoro differenziato per i vari Tsadjout, Faraoni, Lamine Fanne, Merola, Graziani e Oliveri. L’attaccante, il terzino e il centrocampista sono da valutare in vista della trasferta di Reggio Emilia, gli altri sono indisponibili. Squalificati Cagnano e Acampora. Gorgone pensa alle soluzioni da adottare, soprattutto sulla corsia di sinistra. Quasi sicuramente giocherà Letizia, mentre a destra andrà Gravillon. Meno probabile la soluzione Berardi. La giovane mezzala cresciuta nel vivaio è in ballottaggio con Caligara per una maglia da titolare a centrocampo. Bettella e Capellini la coppia centrale. Sulla trequarti, salgono le quotazioni di Olzer dal primo minuto al posto dello squalificato Acampora. L’ex Brescia in tandem con Insigne alle spalle di bomber Di Nardo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

