Pestato a sangue nel pub in centro Gli aggressori hanno 15 e 16 anni

I due minorenni incastrati dalle foto di Instagram e dalle testimonianze raccolte dai carabinieri Una spallata lungo via Toppi alla base della violenza: la vittima colpita al volto con bicchieri e pugni
CHIETI. Uno ha 15 anni, l’altro 16: li hanno incastrati le foto pubblicate su Instagram e le testimonianze raccolte dai carabinieri. Sono loro, secondo le indagini, ad aver massacrato di botte un giovane di 23 anni all’esterno di un pub del centro storico di Chieti, nella notte tra il 12 e il 13 luglio scorsi. La vittima era stata gravemente ferita al volto e alla testa a colpi di bicchiere e con una scarica di calci e pugni, riportando fratture e lesioni che avevano richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. Nel giro di pochi giorni, i militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena, hanno individuato e denunciato alla procura dei minori dell’Aquila due dei tre responsabili del pestaggio: sono accusati di concorso in lesioni personali e rissa. L’ultimo aggressore è in corso di identificazione.
IL PRETESTO Alla base della violenza esplosa all’improvviso, nella zona di Porta Pescara, c’è una discussione avvenuta un’ora prima in via Toppi. Nella circostanza, infatti, un amico di uno degli aggressori aveva dato una spallata – apparentemente senza motivo – al cugino del 23enne. Un episodio banale che, magari complice anche l’alcol, è stato utilizzato come pretesto per accendere gli animi.
L’AGGRESSIONE Ma torniamo alla notte dell’aggressione. Verso le undici, dopo il diverbio in via Toppi, il 23enne, il cugino e un amico raggiungono a piedi un pub che si trova nelle vicinanze per mangiare un panino e bere una birra. Dopo un po’, arriva un gruppetto di ragazzi che prende posto in un tavolo accanto, nell’area esterna: tra loro c’è anche uno dei giovani con cui avevano avuto precedentemente la discussione per la spallata. Tutto lascia pensare che non si tratti di una presenza casuale. Non a caso, a distanza di qualche minuto, il 16enne inizia a prendersela con il ragazzo che aveva urtato accidentalmente con la spalla il suo amico. Il 23enne cerca di stemperare la tensione e si siede al tavolo di quelli che, di lì a poco, diventeranno i suoi aggressori: spiega a più riprese che la spallata era stata casuale e che non c’era nessuna intenzione di assumere un atteggiamento spavaldo. Ma il suo tentativo di risolvere bonariamente la questione fallisce. All’improvviso, infatti, il 16enne prende un bicchiere della birra e inizia a colpirlo ripetutamente sugli occhi. Poi anche gli altri due aggressori cominciano a prenderlo a calci e pugni a tal punto da farlo cadere per terra. Il cugino della vittima interviene e viene a sua volta picchiato. Il 23enne scappa d’istinto verso il bagno per poter allievare il dolore con l’acqua, ma uno dei violenti lo insegue e gli sferra un altro pugno. A questo punto, gli aggressori fanno perdere le loro tracce nel giro di pochi minuti fuggendo verso il Tricalle.
L’OPERAZIONE Il ferito, accompagnato in ospedale, riporta la frattura della mascella e traumi alla testa: ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria con 40 giorni di prognosi, viene dimesso solo dopo una delicata operazione.
LE INDAGINI Il giorno successivo all’aggressione, uno dei residenti – che la sera precedente era stato richiamato dalle grida ed era sceso in strada – riprende con il cellulare un ragazzo che, con atteggiamento sospetto, si aggira nella zona del pub. Quel video viene mostrato alla vittima, che riconosce nelle immagini l’aggressore.
LE TESTIMONIANZE I carabinieri, dopo aver raccolto le testimonianze di una decina di persone, riescono a dare un nome a quel giovane che, probabilmente, era tornato vicino al luogo del pasteggio con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di telecamere che avrebbero potuto inguaiarlo. Analizzando il profilo Instagram del 16enne, la vittima riconosce in una foto uno degli altri due picchiatori. E ora è caccia anche al terzo aggressore.
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