«Pestato da 4 familiari, lesioni gravissime»

19 Dicembre 2014

Il giovane accusato per le botte a moglie e suoceri ha presentato denuncia: io vittima di violenze

LANCIANO. Da picchiatore a picchiato. Spunta una controquerela nella vicenda del 29enne sottoposto, dal gip del tribunale di Lanciano, alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel territorio di Filetto con l’accusa di aver picchiato la compagna e i suoceri. Ma E. Iacovella, l’indagato, quattro giorni prima del provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria frentana, ha presentato in Procura, a Lanciano, una denuncia querela contro i suoceri, G.D.N. e M.R., la compagna, M.D.N., e il cognato. Nell’esposto, corredato da certificazioni mediche, viene riscritto completamente il racconto dell’episodio del 16 ottobre scorso, quello della presunta aggressione di Iacovella ai suoceri che avrebbero riportato ossa e denti rotti.

Rappresentato dall’avvocato Francesco Bucceroni, il 29enne racconta tutta un’altra storia. Ripercorre il rapporto tormentato con M.D.N., madre dei suoi due figli, dovuto a «un’insanabile incompatibilità di carattere, manifestata attraverso numerose incomprensioni», spiega il giovane nella denuncia.

A Natale dello scorso anno la donna lascia la casa dei suoceri, dove la coppia era andata a vivere, «portando con sé il primo figlio senza dire niente al proprio convivente, impegnato a lavoro», precisa la denuncia. Sette mesi dopo, a luglio, nasce il secondo figlio della coppia che diventa motivo di riavvicinamento. I due prendono casa a Lanciano. Ma la nuova convivenza dura poco: in seguito a incomprensioni e disaccordi reciproci, il 16 ottobre lui torna a Filetto a casa dei genitori. La sera stessa, non riuscendo a mettersi in contatto con l’ex compagna per sapere dove si trovano i due figli, E. Iacovella va a cercarla a casa dei suoceri. Ma qui, secondo il racconto depositato in Procura due mesi dopo l’accaduto, viene accolto male dai suoceri e aggredito violentemente da questi e dal cognato. Sul posto arrivano anche i carabinieri e l’ambulanza che accompagna il ferito in ospedale. Qui il Pronto soccorso attesta un «trauma cranico non commotivo con doppia ferita da taglio del cuoio capelluto. Contusioni multiple del tronco e degli arti da violenza altrui».

«Il mio assistito non ha compiuto atti lesivi né maltrattamenti nei riguardi della compagna», dichiara l’avvocato Bucceroni, «ma è stato vittima di una violenta aggressione fisica da parte di ben quattro persone, che gli hanno cagionato lesioni personali gravissime di cui daremo contezza al giudice già in sede d’interrogatorio di garanzia. Il mio assistito è stato oggetto di un vero e proprio pestaggio di cui ha notiziato, con dovizia di particolari e prove documentali, la Procura di Lanciano. Si confida nell’alta professionalità degli inquirenti e della magistratura».

Stefania Sorge

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