Pet-tac ferma da 13 giorni, le associazioni in Procura

Gli esami sospesi, i gruppi di volontari in difesa dei malati minacciano un esposto «Annullati gli appuntamenti dei pazienti con il cancro, così è impossibile curarsi»
CHIETI. «Non ci fermeremo. Siamo pronti ad azioni più incisive pur di ottenere il risultato prestabilito». Minacciano una denuncia in procura le associazioni scese in campo per chiedere una Pet-tac fissa all’ospedale teatino dove, dopo 8 anni di esami sui Tir, adesso il servizio si è anche interrotto dallo scorso 2 febbraio.
Sette associazioni che si occupano dei malati oncologici e di sociale hanno deciso di unirsi nella rete “No Pet su Tir” e hanno raccolto circa 6mila firme per chiedere una Pet fissa all’interno del reparto di Medicina nucleare. Si tratta delle associazioni Lory a colori presieduta da Monica Marinari, Gaia presieduta da Patrizia Bonora, Azione Parkinson Abruzzo coordinata da Giusy Di Bari, Amici per la vita presieduta da Adriana Falconio, Isa di Patrizia Cicconetti, il coordinamento regionale Aism presieduto da Vittorio Morganti e Il Popolo di Chieti di Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. «Il 9 febbraio scorso», dicono le associazioni, «è stata scritta una pagina vergognosa della sanità abruzzese: i malati di cancro o affetti da patologie neurodegenerative, che da mesi avevano una prenotazione per eseguire una Pet, sono stati contattati per essere avvisati che l’appuntamento era annullato. Questo perché è scaduta la quarta proroga del contratto di noleggio del macchinario che, dal 2012 al 2 febbraio scorso, era installato in due tir parcheggiati sul piazzale del 118. È una gravissima inadempienza di chi aveva il dovere di garantire il servizio e, ad oggi, non è dato sapere se verranno effettuate Pet nelle restanti settimane di febbraio».
Le associazioni meditano ora un ricorso alla magistratura per interruzione del servizio: «Immaginate la nostra indignazione», dice Bonora, «quando, non solo non si è proceduto all’acquisto ma, addirittura, sono stati sospesi gli appuntamenti senza possibilità di prenotarli per una data diversa». «Continuare a pretendere che un paziente, magari con difficoltà motorie», aggiunge Di Bari, «debba arrampicarsi sul tir per effettuare un esame diagnostico di fondamentale importanza è una cosa inqualificabile, una scelta inaccettabile». «Inoltre», continua Morganti, «avendo a disposizione il macchinario solo due giorni a settimana, non si riescono a soddisfare tutte le richieste dei pazienti e ciò porta a un turismo sanitario verso altre regioni con costi esorbitanti per la Regione».
Quanto agli spazi del reparto di Medicina nucleare che secondo il consigliere regionale Mauro Febbo (FI) non sarebbero adeguati per ospitare una Pet, Di Labio e Sambenedetto si dicono certi che «gli spazi all’interno del reparto ci sono e sono strutturalmente adeguati per accogliere il tomografo, come sa bene anche il vertice Asl. I fondi per l’acquisto del macchinario per la Pet-tac di ultima generazione sono già stati stanziati dalla Regione. Non comprendiamo il motivo per cui non si procede all’acquisto».
«Nel frattempo», sottolinea Marinari, «i pazienti sono costretti a recarsi fuori regione per potersi sottoporre ad un esame fondamentale per la diagnosi di patologie oncologiche e neurodegenerative».

