Pet-tac sospesa da 16 giorni, il caso arriva in Procura

Dopo la protesta dei malati, scatta la denuncia del M5S A quota 6mila firme la petizione per il macchinario fisso
CHIETI. Il caso della Pet-tac bloccata all’ospedale di Chieti arriva in Procura. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi firma un esposto per denunciare l’interruzione del servizio e le criticità legate all’affitto dell’attrezzatura, esposto inviato anche alla Corte dei conti. Un altro esposto sarà inviato a giorni in Procura anche da parte delle associazioni che si occupano dei malati oncologici e di sociale che già avevano avviato una battaglia per chiedere che la Pet non fosse fatta più sui Tir ma sistemata nel reparto di Medicina nucleare.
Le associazioni hanno voluto mantenere separata la propria azione da quella della politica, preparando perciò un secondo esposto, sostanzialmente identico a quello dei 5 Stelle, da inviare alla Procura. «Il blocco della Pet-tac dell'ospedale di Chieti», dice la consigliera Marcozzi, «con l’impossibilità per pazienti oncologici e neurologici di effettuare esami urgenti, tanto da essere costretti ad andare fuori regione per avere prestazioni che in Abruzzo non riescono a ricevere in tempi congrui, è lo specchio del pressappochismo che dilaga tra i vertici della Asl 2 e della giunta regionale di centrodestra. Una situazione non più sostenibile, che mi ha spinta a depositare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per denunciare i disagi quotidiani che si vivono nel presidio, tra l’interruzione di pubblico servizio, esorbitanti costi di noleggio e la mancata risposta dei vertici dell’azienda sanitaria a un mio accesso agli atti per conoscere i dettagli del contratto del macchinario. Si tratta di un passo che ritengo necessario per fare chiarezza, una volta per tutte, sulla totalità dell’operazione Pet-tac».
Il tomografo che serve per effettuare l’esame diagnostico è arrivato al Santissima Annunziata oltre 8 anni fa. In attesa dell’acquisto di una Pet fissa, provvisoriamente si è deciso di affittarne una sistemata su un camion. Da allora due tir hanno stazionato nel piazzale del 118, uno viene utilizzato come sala d’aspetto e l’altro ospita il tomografo. Ma dal 2 febbraio scorso, nel piazzale è rimasto solo il camion che funge da sala d’aspetto. Quello con la Pet non è più tornato, visto che l’appalto è scaduto il 31 gennaio scorso. La Pet in affitto lavorava due giorni a settimana, il martedì e il mercoledì. Ogni giorno venivano trattati 21 pazienti, quindi ora sono un centinaio quelli che sono stati invitati ad andare altrove. Qualcuno ha deciso di aspettare, altri non hanno potuto. «Per fare la Pet bisogna interrompere la chemioterapia», ci ha spiegato una paziente, «e io non mi posso permettere di stare troppe settimane senza chemio». Perciò la paziente è partita ed è andata a fare l’esame a Pozzilli, in Molise, al confine con la Campania.
Calcolando i costi sia della mobilità passiva che quelli sborsati per l’affitto, Marcozzi parla di «danno alle casse di Regione Abruzzo», in particolare «per gli enormi costi dell’utilizzo di un macchinario obsoleto e non di proprietà, situato in un container all'esterno della struttura teatina, che costa circa 500mila euro annui di fondi della sanità pubblica. Il noleggio era partito con lo scopo colmare temporaneamente una carenza di strumentazione con un intervento provvisorio. Sono passati 10 anni da allora, ma i vertici sanitari sono andati di proroga in proroga per un macchinario il cui acquisto definitivo costerebbe circa due milioni di euro e consentirebbe di fare analisi sei giorni a settimana e non solamente due come avviene oggi, con un conseguente abbattimento delle liste di attesa».
Nel frattempo è arrivata a 6mila firme la petizione delle associazioni che chiedono alla Asl di installare una Pet-tac fissa nel reparto di Medicina nucleare. Tra i firmatari ci sono anche il sindaco Diego Ferrara e l’assessore comunale alla sanità Giancarlo Cascini.
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