Petrocco, quarto sfratto rinviato

L’ufficiale giudiziario tenta invano di farlo uscire dalla casa pretesa dai familiari
CHIETI. Per la quarta volta ieri mattina l’ufficiale giudiziario ha tentato invano di cacciare dalla casa di via Mammarella, allo Scalo, il suo inquilino, Paolo Petrocco, 60 anni, circa 250 chili di peso, riconosciuto “invalido all’80% in situazione di gravità”. A volerlo mandar via dalla casa sono i legittimi proprietari, l’ex moglie e il figlio. Ma il medico di famiglia, il consigliere comunale Diego Ferrara, che ieri mattina è arrivato insieme alle forze dell’ordine, all’ufficiale giudiziario e a tre volontari della Croce Rossa, ha rilasciato un certificato in cui giudicava “inopportuno il trasporto forzoso in ospedale”, dove Petrocco avrebbe bisogno di essere ricoverato avendo, tra l’altro, diverse ernie addominali con lesione trofica.
Di fronte a tale diagnosi medica, l’ufficiale giudiziario non se l’è sentita di andare avanti, rimettendo la decisione nelle mani di un giudice. E così ieri mattina, nel caldo asfissiante della zona industriale teatina dove si trova via Mammarella, si è consumata l’ennesima puntata di una lite familiare in cui hanno perso tutti: l’ex moglie e il figlio, che hanno bisogno di rientrare in possesso dello stabile per far fronte a condizioni economiche difficilissime che sarebbero state provocate dallo stesso Petrocco, e il sessantenne invalido abbandonato dalla famiglia dopo tante traversie e una vita in cerca di libertà.
Lo stabile di via Mammarella doveva essere la sede della serigrafia di Petrocco, che pare svolga ancora una minima attività da serigrafo. L’ex moglie ha avviato, però, quella che tecnicamente si chiama una procedura di rilascio immobile, ma nonostante gli avvocati e l’ufficiale giudiziario, non è riuscita a mandare via l’uomo che le ha «rovinato la vita», come ripete in maniera incessante. Il figlio, assistito dall’avvocato Alessandro Vanni, ha anche intenzione di avviare una procedura di disconoscimento della paternità, visto che il padre, assistito dall’avvocato Paolo Conte, ha intentato nei suoi riguardi una causa in cui gli ha chiesto gli alimenti. L’uomo, curato in assistenza domiciliare integrata, ha chiesto anche una casa popolare al Comune.
Proprio ieri la commissione comunale avrebbe dovuto esaminare le circa 200 domande arrivate per entrare in possesso di una sessantina di alloggi. In via informale è stato fatto sapere a Petrocco che all’inizio di ottobre si potrà capire in quale posizione della graduatoria si trova la sua domanda. (a.i.)
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