«Più arresti e giustizia veloce»

Testa al primo anno di attività a Chieti: città camomilla? Non me ne sono accorto
CHIETI. «Quando sono arrivato qui un anno fa mi avevano detto che Chieti è nota come “città della camomilla”. Finora, però, io non me ne sono accorto e non mi sono affatto annoiato». Da un anno Francesco Testa guida la procura di Chieti. Un anno travagliato che è cominciato con l’indagine sullo scandalo dell’ex Carichieti arrivata fino alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, è proseguito con assalti ai bancomat, furti e rapine nei paesi del Chietino ed è terminato con una famiglia sterminata nel duplice omicidio-suicidio del viadotto Alento che, il 20 maggio scorso, ha sconvolto l’Italia.
Ma al di là delle inchieste, è stato anche l’anno zero della riorganizzazione per la procura teatina. I numeri dicono che, con la gestione Testa, gli arresti e i procedimenti penali aumentano mentre i tempi della giustizia si abbassano: «Il merito è dei magistrati e delle persone che lavorano con me», dice il procuratore con un passato alla Distrettuale antimafia di Messina riferendosi ai collaboratori Alfonso Mammarella, Marianna Giangiulio, Patrizia Gialloreto, Armando Savastano, Giuseppina D’Agnese e Gloria Romano.
Gli ordini di carcerazione, tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo scorso, sono saliti a 133 rispetto ai 77 dell’anno precedente. La durata media dei procedimenti che si concludono con un’archiviazione è diventata di 114 giorni a fronte dei 153 dell’anno passato; più veloci anche i procedimenti che sfociano in contestazioni di reati: 332 giorni rispetto ai 368 del passato. «E per abbattere ulteriormente i tempi, è stata istituita anche la sezione degli Affari semplici», spiega il procuratore, «che ha il compito di trattare procedimenti per reati minori che non necessitano di indagini approfondite attraverso i viceprocuratori onorari». A Chieti sono 7 i viceprocuratori onorari: Simonetta Aleo, Luisa Bertini, Roberta Capanna, Sonia Ciancaglini, Sergio Di Feliciantonio, Alissa Miscione e Natascia Troiano. In 6 mesi, la sezione Affari semplici ha avviato 395 casi di cui 177 già esauriti, con una durata media dei procedimenti di 20 giorni per le archiviazioni e di 60 per l'azione penale.
La razionalizzazione voluta dal procuratore ha riguardato anche i rapporti con i cittadini, gli avvocati e i consulenti: è nato lo Sportello unico per il cittadino per il rilascio di certificati e il deposito di denunce; sempre più fascicoli sono disponibili via web con l’abbattimento dei costi per le fotocopie e dei tempi di attesa per il rilascio delle copie; più veloce anche la liquidazione dei compensi per i Ctu della procura con l’azzeramento dell’arretrato. La procura si apre anche all’esterno per tutelare le vittime di violenza di genere: è stato creato il sito Internet www.procura.chieti.it, che oltre a servizi on line per i certificati del casellario giudiziale, contiene anche una sezione con informazioni sui diritti delle vittime garantiti dallo Stato. «Spesso, le parti offese non denunciano reati perché non sanno di essere tutelate», dice Testa, «ecco perché sul sito abbiamo pubblicato le informazioni utili al riguardo e a breve saranno disponibili anche nelle lingue straniere più diffuse nella provincia di Chieti». Con il trattamento informatizzato degli atti dei processi, la procura svuota stanze sepolte di atti: «Abbiamo eliminato circa 24 tonnellate di documenti con lo scarto degli atti d’archivio e il versamento negli archivi di Stato». Testa ha deciso di dividere per settori il lavoro dei 4 pm in servizio, Lucia Campo, Giuseppe Falasca, Marika Ponziani e Giancarlo Ciani: pubblica amministrazione, reati tributari e fallimentari, contro l'ambiente, contro le fasce deboli, misure di prevenzione. Un aggiornamento tecnologico ha riguardato gli impianti per le intercettazioni. Sempre sul fronte delle indagini, la procura ha avviato le procedure per ottenere l'accesso telematico alle banche dati anagrafiche di tutti i comuni di Chieti e provincia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

