Più vicina la bonifica dell’ex cartiera Burgo

12 Febbraio 2017

Il 16 febbraio riunione conclusiva della Conferenza dei servizi

CHIETI. Sempre più vicina la bonifica ambientale della ex Burgo, il sito industriale dismesso che si trova in via Piaggio, a Chieti Scalo. Si terrà infatti il prossimo 16 febbraio, alle 10, nella sede del settore politiche ambientali del Comune, la riunione finale della Conferenza dei servizi, che deve concludere l’esame del progetto di messa in sicurezza del lotto A del sito contaminato. Accanto, c’è una società in attesa di realizzare un intervento edilizio, intervento fermo a causa delle condizioni in cui versa la ex cartiera a diversi anni dalla chiusura. Già durante la conferenza dei servizi di agosto 2016 l’Arta di Chieti aveva fatto emergere che le particelle interessate dal progetto della società immobiliare, subiscono gli effetti negativi dovuti alla vicinanza del sito inquinato. Per questo motivo il Comune ha assegnato alla Burgo un termine per provvedere alla realizzazione di un sistema di sbarramento idraulico nell’area interessata, finalizzato a impedire la propagazione delle acque contaminate nel lotto adiacente. Nell’ottobre successivo la Burgo ha trasmesso il progetto integrativo della messa in sicurezza, elaborato dai geologi Massimo Ranieri e Alessandra Marroncelli, che è stato esaminato durante la riunione del 6 dicembre scorso, sempre dalla conferenza dei servizi. In quella sede la Asl ha inviato una nota nella quale esprime parere favorevole al progetto, ma le opere potranno essere avviate solo dopo il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica. In quella stessa sede è stato rivolto un sollecito alla Burgo per l’adozione di misure di “messa in sicurezza d’emergenza ambientale” (Mise, in gergo tecnico), per evitare la propagazione di contaminanti al di fuori del sito. La riunione si è conclusa con la riconvocazione al 24 gennaio, ma solo la Burgo si è presentata. Per questo motivo si è reso necessario un ulteriore rinvio, fissato al 16 febbraio. Il Comune, «al fine di consentire la completa disanima degli aspetti tecnici», ha invitato l’Arta «ad assicurare la presenza di un proprio funzionario tecnico e, in ogni caso, a far pervenire il proprio parere». Il Comune ha anche ricordato agli altri titolati a partecipare, tra i quali la Regione, la Provincia, il Consorzio di sviluppo industriale, che si considera acquisito l’assenso senza condizioni «delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato, non abbia espresso la propria posizione, ovvero abbia espresso un dissenso non motivato».

Il primo piano di caratterizzazione del sito è stato approvato nel 2011. Nel piano non erano stati evidenziati rischi sanitari per l’uomo, e per questo motivo era stato stabilito che nella parte meridionale del lotto 1 (area 2), fosse possibile procedere alla reindustrializzazione. Era stato anche chiarito, tuttavia, che in caso di modificazione urbanistica con destinazione d’uso residenziale o a verde pubblico, si dovesse rielaborare lo studio tenendo conto di parametri più restrittivi. La reindustrializzazione del sito, a oggi, è ancora una chimera, col Progetto In.Te che sembra sempre a un passo dal partire, e che non ha visto ancora la luce, e con tredici aziende che si erano dette disponibili a investire. Nonostante la disponibilità degli enti, in primis dell’assessore Mario Colantonio, a trovare una soluzione, e delle aziende, i lavoratori della ex Burgo sono ancora in attesa di essere ricollocati.

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