Piano antenne, la Tim fa causa al Comune

Il colosso della telefonia fa ricorso contro il regolamento che vieta 5G e impianti vicino a scuole e ospedali
CHIETI. La Tim contro il Comune di Chieti. Il colosso della telefonia mobile ha presentato un ricorso contro il regolamento sulle antenne varato dall’amministrazione Di Primio il 27 settembre 2019. Non è il primo contenzioso avviato dal gestore dei cellulari contro il Comune: già nel 2017 la Tim aveva presentato un ricorso al Tar contro il primo regolamento antenne approvato a Chieti.
Ora la Tim contesta le nuove regole. A partire dall’articolo 1, che vieta sperimentazioni della rete 5G, e dall’articolo 7 che inserisce scuole e ospedali, luoghi di culto, oratori e pertinenze tra i luoghi sensibili in cui è impossibile installare antenne. E in tribunale il Comune non sarà solo: al fianco dell’amministrazione ci sarà anche il Wwf Chieti-Pescara: gli ambientalisti hanno già inviato all’amministrazione una nota nella quale illustrano le loro motivazioni contro il ricorso della Tim e hanno dato mandato all’avvocato Francesco Paolo Febbo perché predisponga l’atto di intervento del Wwf al Tar.
«Le motivazioni dell’amministrazione municipale, cui anche la legge regionale sull’inquinamento elettromagnetico impone di salvaguardare la salute dei cittadini, sono evidenti», dice la nota dell’associazione, «far sì che là dove si radunano molte persone siano evitate emissioni, e in tal senso i luoghi di culto certamente non sono meno sensibili di istituti di formazione e case di cura. Un altro dei punti sui quali Tim evidentemente non apprezza il regolamento è l’articolo 1 che vieta l’installazione di impianti di quinta generazione, il cosiddetto 5G, sino a quando non ci saranno certezze sulla loro innocuità per i cittadini. Nel ricorso la Tim sottolineano che le sperimentazioni in corso in Italia e autorizzate dal ministero per lo Sviluppo economico, sono soltanto tecniche e non riguardano la salute. Ed è proprio questo il problema», dice il Wwf, «Tim è una società di capitali e come tale può legittimamente preoccuparsi solo dei propri affari. Le autorità municipali hanno invece il preciso e prioritario dovere di tutelare anche gli abitanti.
«Sono certa», dice la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco, «che il Comune, chiunque sieda di volta in volta in maggioranza o all’opposizione, abbia a cuore la salute dei cittadini al di là di ogni interesse elettorale e il regolamento votato da tutti in qualche modo lo dimostra. Per questo lo appoggeremo in tribunale. Chiediamo però al sindaco Di Primio di rafforzare il divieto con una propria ordinanza per vietare la sperimentazione e l’installazione di impianti 5G in attesa di chiarimenti sugli effetti che tale tecnologia potrebbe avere sulla salute, motivando adeguatamente tale scelta, come hanno fatto in Italia tanti primi cittadini, in Abruzzo ad esempio recentemente quello di Giulianova».

