Piano regolatore, il via libera arriva nell’aula semivuota

Ortona. Il nuovo Prg passa con 7 voti favorevoli e un astenuto Il sindaco e la presidente tra gli assenti per incompatibilità
ORTONA. Ventiquattro anni dopo l’ultimo Prg, un anno e mezzo in seguito al ritiro della proposta del nuovo a causa dell’ennesima crisi di governo dell’amministrazione D’Ottavio, ieri mattina in aula è stata votata l’adozione del piano regolatore generale. Tra i banchi semivuoti della sala delle adunanze per via delle incompatibilità di consiglieri di maggioranza e minoranza, ma anche dello stesso sindaco Leo Castiglione e la presidente Lucia Simona Rabottini, l’ordine del giorno è passato con sette voti favorevoli ed un astenuto.
È il primo passo di un iter che dovrà portare all’approvazione definitiva dello strumento urbanistico che risale attualmente al 1994. Tempi lontani, tanto che, per rendere l’idea, un consigliere come Antonio Sorgetti – ieri in aula per dibattere sull’argomento - non era ancora nato. La sua adozione segna un momento importante: con la pubblicazione ufficiale, infatti, scattano i 45 giorni utili per presentare le osservazioni. Sarà questa la fase in cui, come è stato sottolineato negli ultimi giorni dal primo cittadino, «la maggioranza proporrà la propria visione urbanistica e strategica della città, incidendo con una sua osservazione sullo stesso Prg». Una dichiarazione che segue la decisione dell’amministrazione di ripartire dall’elaborato del 2017, il quale aveva recepito i punti critici procedurali evidenziati dalla decisione del Tar di annullare il piano approvato nel 2007 per la mancanza della Vas e la microzonazione sismica. Tuttavia in quel famoso febbraio 2017 il Prg fu ritirato dalla proposta degli ordini del giorno del consiglio e non venne più reinserito trai lavori consiliari. Dopo l’appello iniziale il sindaco, il presidente del consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza Antonello Di Deo, Saul Montebruno, Alessandra Nervegna, e quelli di minoranza Nadia Di Sipio, Peppino Polidori e Emore Cauti, hanno lasciato l’aula per incompatibilità. A loro si è aggiunto Angelo Di Nardo perché «mi sono accorto che ci sono alcune particelle oggetto di variazione urbanistica che riguardano come persona giuridica l’attività di famiglia».
Il consigliere Fabrizio Leonzio, invece, ha sostituito la presidente Rabottini presenziando la seduta. «Vogliamo che questo piano possa guardare al futuro individuandone gli assi di sviluppo, le possibilità strategiche di nuovi insediamenti e di identità della città», ha sottolineato l’assessore all’urbanistica, Gianni Totaro. E l’adozione del nuovo strumento urbanistico è stata approvata con i voti di tutti i consiglieri in aula, eccezion fatta per Giorgio Marchegiano che si è astenuto. La chiusura dei lavori è stata di Leonzio: «Oggi si apre una nuova pagina per la città».
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