«Piazzale Marconi in abbandono»

20 Luglio 2024

Negoziante dalla polizia locale: sporcizia e tombini otturati. E si gioca con i topi

CHIETI. Il degrado di piazzale Marconi allo Scalo finisce al centro di una denuncia fatta ieri pomeriggio nel comando della polizia locale. A firmarla è Maurizio Di Benedetto che gestisce la profumeria Acqua Ardente, storica attività commerciale del centro scalino, aperta da circa 40 anni. «Questa è la piazza principale dello Scalo ma viene completamente abbandonata a se stessa», sbotta il commerciante, «eppure, anche se non si trova a Chieti alta, può essere considerata come un bigliettino da visita per i tanti che arrivano a Chieti con treni e autobus. Certo non è una piazza storica come quelle che ci sono a Chieti alta, ma sicuramente il Comune potrebbe mantenerla un po’ meglio. A partire dalla semplice pulizia».
Il commerciante parla di una piazza sporca e piena di rifiuti. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’indignazione è il ritrovamento di un topo morto: «A una certo punto ci stavano giocando i bambini», dice tra il preoccupato e l’arrabbiato. Senza contare le condizioni dei tombini: «Sono pieni di foglie e di rifiuti, completamente otturati. Adesso fa tanto caldo, ma sono previste a piogge e in genere, dopo periodi di caldo così forte, potrebbero essere violente e impetuose. Con i tombini in queste condizioni ci saranno sicuramente molti problemi».
Ma prima delle piogge è proprio il caldo a rendere la situazione insopportabile, «direi irrespirabile», sottolinea Di Benedetto, «la piazza andrebbe lavata. Io non so come fare per rendere l’ingresso al mio negozio più accettabile, visto che, tra l’altro, c’è un’ordinanza che vieta di utilizzare l’acqua potabile per lavare il pavimento della piazza. Qui manca tutto, a partire dalla semplice manutenzione del verde pubblico. Noi commercianti e residenti stiamo anche pensando di autotassarci per pagare un giardiniere. Si tratta pur sempre della piazza principale dello Scalo ed è un vero peccato lasciarla in queste condizioni. Basta guardarsi intorno: la fontana chiusa, le panchine rotte, zero manutenzione. Si potrebbe anche pensare a qualche forma di intrattenimento notturno. E invece niente: ci sentiamo completamente abbandonati a noi stessi, profondamente trascurati dall’amministrazione comunale. È per questo che ho voluto fare una denuncia formale per la mancata manutenzione della piazza e il danno d’immagine alla mia attività commerciale». (a.i.)