Piazze e spazi all’aperto per i locali della movida

Il sindaco incontra (via internet) i gestori: «Sì a nuovi punti per mangiare e bere» Le associazioni dei commercianti: «Subito sconti sulle tasse e sgravi per ripartire»
CHIETI. Commercianti e piccoli imprenditori al lavoro per adeguare i propri locali alle norme anti-contagio in attesa della ripartenza di lunedì prossimo. Ieri il sindaco Umberto Di Primio ha incontrato via web i giovani responsabili dei locali del centro storico - Sprecacè, Old Fashioned, San James, Malto & Co, Chartago, Tintoria, Taverna Teate – ai quali ha dato «massima disponibilità e collaborazione da parte del Comune per individuare delle possibili soluzioni tecniche in vista della riapertura. Assodate, infatti, le prescrizioni e le regole imposte dal governo, abbiamo pensato», spiega il sindaco, «di sfruttare gli spazi all’aperto del centro storico, in particolare piazza San Giustino, l’esedra dell’antica Pescheria, piazza Malta, piazza Vico e corso Marrucino, per ricreare dei punti distaccati “food and drink” dove consumare bevande e pietanze preparate dagli stessi pub e ristoranti. Nei prossimi giorni, sulla scorta di un progetto che gli stessi responsabili dei locali mi faranno pervenire, valuterò la concessione gratuita degli spazi pubblici e la nuova organizzazione delle attività di ristorazione della nostra città».
Intanto le associazioni di categoria premono perché venga attenuata la pressione fiscale: «Finalmente potremo riaprire molte delle attività rimaste chiuse. Ma riaprire non significa ripartenza», avverte la presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio. «Le nostre imprese moriranno di fatturato? Rischiamo la chiusura definitiva se le condizioni economiche non dovessero migliorare rapidamente, perché va considerato anche il rischio, molto probabile, dell’azzeramento dei ricavi a causa della mancanza di domanda e dell’incidenza delle spese fisse sui costi di esercizio totali che per alcune imprese arriva a sfiorare il 54%». «Torneremo gradualmente in attività», aggiunge Marina De Marco, presidente cittadina di Confesercenti, «applicando le rigorose misure richieste per garantire il distanziamento fisico, ma saranno pesanti le conseguenze delle irrimediabili perdite economiche». Secondo la De Marco, comunque, l’emergenza sanitaria dovrebbe aver insegnato anche qualche lezione: «Il confinamento ha mostrato la necessità dei negozi di vicinato, indispensabili presidi sul territorio, un patrimonio da salvaguardare, come questi negozi hanno salvaguardato a loro volta la città durante il lockdown». Il direttore di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, inoltre, chiede alle istituzioni «uno sforzo massimo per stare dalla parte dei commercianti, attenuando quell’atteggiamento repressivo dell’azione amministrativa e puntando invece su azioni di prevenzioni e informazione». Un esempio concreto: sospendere temporaneamente le zone a traffico limitato, come Confartigianato sta chiedendo da tempo.

