Picchia e umilia la moglie, condannato

Due anni di reclusione al marito violento. «Ti ammazzo, ti metto fuoco»: così rendeva un inferno la vita della donna
CHIETI. Ha umiliato, picchiato e terrorizzato la moglie. «Ti ammazzo, ti metto fuoco», la minacciava davanti ai figli minorenni. G.R., 54enne di Guardiagrele, è stato condannato a due anni di reclusione dal giudice del tribunale di Chieti Chiara Di Gerio, che ha accolto la richiesta del pm d’aula Natascia Troiano. L’imputato dovrà risarcire la vittima, di 13 anni più giovane, con 6mila euro.
Dopo una lunga serie di maltrattamenti, in base all’accusa, la donna ha avuto il coraggio di denunciare tutto. «Dall’inizio del nostro matrimonio», ha raccontato ai carabinieri, «le cose non andavano bene. Lui mi ha sempre offesa con frasi del tipo: “Sei una t..., quanto ti prendi a ora?”. In più occasioni mi ha minacciata dicendomi: “Devi stare attenta, ti devi guardare le spalle”. A volte mi ha colpita con schiaffi e pugni. Ma, quando andavo al pronto soccorso, non dicevo mai il motivo. Spesso offendeva anche i nostri figli».
Di fronte alle violenze quotidiane, la donna ha detto basta. «A un certo punto, stanca di subire offese e minacce, ho deciso di andare via di casa: ho preso i bambini e sono tornata dai miei genitori. Mio marito mi telefonava in continuazione: diceva che mi avrebbe uccisa e proseguiva con gli insulti. Qualche volta sono andata a casa per fargli vedere i bambini, ma lui si comportava male sia con me che con loro. Una sera, ha preso i miei vestiti che erano ancora dentro casa e li ha buttati davanti al cancello dei miei genitori, insieme a una macchina da cucire che ha danneggiato. Poi, è ripartito in macchina».
Lo scenario, con il passare dei mesi, è diventato sempre più grave: «Da quando mi sono separata da lui, non ha smesso di tormentarmi. Anzi, la situazione è peggiorata. Vivo nel timore che possa farci qualcosa di brutto in qualsiasi momento. In questi anni, io e i bambini abbiamo subito le sue minacce e i suoi comportamenti, tanto che ho paura anche di fargli vedere i figli».
Dopo la denuncia, sono scattate le indagini coordinate dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo. La vittima, assistita dall’avvocato Francesco Bucceroni, ha confermato le accuse anche in aula. «L’imputato», si legge sulla costituzione di parte civile, «ha tenuto un comportamento tale da alterare la serenità della moglie». E ancora: «La donna si è sentita profondamente turbata dalle offese e dai maltrattamenti subiti, nonché intimorita dalle minacce ricevute, pure in ragione della notevole forza fisica dell’uomo. Il marito era solito abusare di sostanze alcoliche. Ha mortificato e annientato psicologicamente la moglie perché gli episodi avvenivano anche alla presenza dei figli».
L’imputato, rappresentato dall’avvocato Massimo Solari, farà ricorso in appello: secondo la difesa, le dichiarazioni della donna non hanno avuto riscontri.
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