Picchia e umilia la moglie e i tre figli

4 Ottobre 2016

Per sette anni in casa hanno vissuto un inferno, l’ultimo episodio 15 giorni fa ma lei lo denuncia: arrestato 50enne

LANCIANO. Sette anni di botte, violenze e angherie. Sette anni di umiliazioni, ferite sul corpo e nel cuore. Un marito e padre violento che per anni ha maltrattato, picchiato e segnato la vita della moglie e dei tre figli, due dei quali minorenni. Una vita di inferno per quei bambini che, anziché coccole e carezze, ricevevano dal padre, spesso ubricaco, botte e umiliazioni. Adesso M.D.A., 50 anni, di Lanciano, è in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali alla moglie e ai figli, di cui due minori.

Un arresto che ha messo fine alle violenze come evidenziato dalle indagini-lampo fatte dalla Procura dopo la denuncia della donna, resa il 16 settembre scorso, e condotte dal Norm (Nucleo operativo e radiomobile) dei carabinieri di Lanciano. L’uomo, dal carattere violento e prepotente nonchè dedito all’abuso di alcool, riversava la sua rabbia sulla moglie e i figli. Lo faceva dal 2009 secondo quanto ricostruito nelle indagini. Soprattutto dopo che beveva, azione quasi quotidiana, iniziava a discutere con la moglie. Discussioni definite “sterili e futili” a cui seguivano spesso vessazioni fisiche e psicologiche.

Alzava la mani, picchiava la moglie davanti ai figli e riversava la sua rabbia anche su di loro, tanto che ha provocato lesioni a tutti e tre. Alcune volte, in passato, la donna è ricorsa anche alle cure del pronto soccorso, ma nascondeva i lividi e le botte dietro spiegazioni volte a coprire il marito, nonostante questo picchiasse anche i figli. L’uomo, una volta, ha persino cambiato la serratura della porta di casa lasciando fuori tutta la famiglia.

L’ultima sfuriata è avvenuta il 16 settembre scorso, appena pochi giorni fa. Ma quella volta la donna ha detto basta. Basta alle vessazioni e alle botte, per lei e per i suoi figli. Subito dopo essere stata ulteriormente aggredita insieme ai due figli, terrorizzata e disperata si è rivolta ai carabinieri. Tra le lacrime di dolore, non solo fisico, ha denunciato le angherie e le violenze subite in sette lunghi anni. Indagini lampo da parte dei carabinieri del Norm, e coordinate dalla Procura, per evitare nuove aggressioni e richiesta quasi immediata da parte del procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi della custodia in carcere. Richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari Marina Valente per timore che l’uomo potesse reiterare il reato, per i fatti di estrema gravità da lui compiuti, dispiegati in un tempo ampio e compiuti anche su minori, nonché per la sua personalità negativa e violenta. Così ieri per il 50enne si sono aperte le porte del carcere di Villa Stanazzo.

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