Picchia e umilia la moglie, via da casa

Nei guai un marito violento di 41 anni che controlla la donna in ogni suo spostamento: «Ti sparo alle gambe e ti ammazzo»
ORTONA. Controllava tutti i suoi spostamenti, costringendola a inviare foto via Whatsapp per dimostrare dove si trovava. Non solo: tornava a casa quasi sempre ubriaco e la prendeva a calci e pugni, minacciandola di morte anche in presenza del figlio minorenne. «Ti sparo alle gambe», la terrorizzava. Un marito violento di 41 anni, residente a Ortona, indagato per maltrattamenti in famiglia, è stato allontanato da casa dopo il provvedimento firmato dal giudice Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo: non potrà più avvicinarsi alla vittima e ai luoghi da lei frequentati abitualmente. Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri di Ortona.
L’ultimo, grave episodio è avvenuto qualche settimana fa, quando la vittima ha organizzato una festa a sorpresa per il marito. E lui, anziché ringraziarla, l’ha umiliata davanti agli amici con i suoi soliti atteggiamenti. Tre anni fa, a dire il vero, l’indagato scrisse di suo pugno una lettera alla compagna, ammettendo i comportamenti violenti e impegnandosi a non ripeterli. Così l’ha convinta a tornare insieme. A distanza di poco tempo, però, i soprusi sono ricominciati a tal punto da obbligare la moglie a vivere in un clima di ansia e paura. Lui l’ha accusata a più riprese di avere un amante, circostanza peraltro non vera, pretendendo il controllo di tutte le chat di Messenger e Whatsapp. In sostanza, la donna si è trovata nella situazione di dover giustificare ogni minimo spostamento, ogni contatto ricevuto sul cellulare, ogni conoscenza. La logica conseguenza è stata che non ha più potuto coltivare amicizie e passioni. Se lei non sottostava a questa forma di ricatto, erano botte. Basti pensare all’episodio successo il 14 dicembre del 2019, quando lui le ha lesionato gravemente una gamba. Insomma: nel momento in cui si presentava a casa ubriaco, bastava un qualsiasi pretesto per scagliarsi contro la moglie. In alcune circostanze l’ha accusata di non svolgere le faccende domestiche, in altre ha sostenuto che era stato trascurato affettivamente, in altre ancora ha sfogato la sua ingiustificata rabbia distruggendo oggetti all’interno dell’abitazione. La donna, assistita dall’avvocato Francesca Di Muzio, ha avuto il coraggio di denunciare tutto. È scattato così l’iter previsto dal Codice rosso, la nuova legge contro le violenze di genere che ha inasprito le sanzioni e accelerato le procedure per contrastare reati come maltrattamenti in famiglia, stalking e abusi sessuali. Adesso, se il marito violento si avvicinasse alla vittima, rischierebbe l’arresto.
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