Picchia la compagna e la costringe a scappare di casa: 45enne nei guai

L’uomo minaccia di morte la donna e la colpisce più volte con schiaffi, calci e pugni in pieno volto La vittima finisce in ospedale con il naso rotto. Il giudice: le prove sono evidenti, subito il processo
CHIETI. Ha aggredito più volte la compagna, mandandola in ospedale e costringendola anche a scappare di casa «per potersi sottrarre alle violenze», riassume il procuratore Lucia Anna Campo. Ora F.C., 45 anni, è finito sotto processo davanti al tribunale di Chieti con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate: il giudice Luca De Ninis ha firmato il decreto di giudizio immediato, fissando la prima udienza al prossimo 4 maggio. La vittima, una donna di 49 anni, assistita dall’avvocato Fabiana Desiderio, potrà costituirsi parte civile. Sul caso hanno indagato i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti.
L’imputato, difeso dall’avvocato Guido Antonio Tenerelli, è accusato di aver maltrattato la convivente dal 1° maggio all’8 luglio di quest’anno «colpendola con calci, schiaffi e spinte e offendendola». Le sfuriate avvenivano in un’abitazione di San Giovanni Teatino quando l’uomo si ubriacava. In almeno due circostanze, la vittima non ha potuto fare altro che allontanarsi dall’appartamento per evitare conseguenze ancora più gravi.
Il culmine è stato raggiunto una sera d’estate. «Dopo averla nuovamente insultata ripetutamente», il 45enne l’ha minacciata pesantemente, dicendo che l’avrebbe uccisa. Non contento, F.C. ha iniziato a schiaffeggiarla e a colpirla con una raffica di calci alle gambe, arrivando a sferrarle due pugni in pieno volto. Sul posto è stato richiesto dai vicini anche l’intervento dei carabinieri. La donna è finita al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti con il naso rotto: i medici le hanno diagnosticato fratture e traumi giudicati guaribili in venti giorni.
Gli ultimi dati del centro antiviolenza Alpha confermano che, a Chieti e nei centri limitrofi, sono in crescita del 30% i casi di abusi sulle donne. Nell’arco di un anno (da novembre del 2020 al mese scorso), alla cooperativa sono arrivate 185 richieste di aiuto. La maggior parte delle donne prese in carico ha dai 30 ai 49 anni e, per l’84%, sono italiane. Il più delle volte gli autori della violenza hanno le chiavi di casa: si tratta cioè di mariti (43%), compagni (18%) ed ex mariti (16%) e, per quanto riguarda la nazionalità, l’86% è italiano. Nel 36% dei casi la violenza è psicologica, nel 24% fisica, nel 16% economica e nell’11% sessuale.
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