Picchia moglie, cani e gatti condannato marito violento

Botte e minacce alla donna davanti ai figli: pena di due anni e 4 mesi Maltrattati anche gli animali: pezzi di vetro infilati nelle gabbie per ucciderli
CHIETI. Picchiava la moglie, la minacciava di morte anche davanti ai figli e maltrattava i cani e i gatti che lei aveva in casa, lasciando persino pezzi di vetro nelle loro gabbie. Un uomo di 54 anni è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di carcere dal tribunale di Chieti: dovrà anche risarcire la vittima con 30mila euro. La sentenza del giudice monocratico Chiara Di Gerio è arrivata giovedì pomeriggio e ha messo la parola fine, almeno in primo grado, a una storia di violenza che si è consumata alle porte di Chieti. Il nome del piccolo paese dove sono avvenuti i fatti e quello dell’imputato devono restare segreti per tutelare l’identità di madre e figli.
L’incubo, stando alla contestazione della procura, è andato avanti per ben 8 anni, dal 2005 al 2012. Da qui le accuse di maltrattamenti in famiglia continuati, lesioni personali aggravate e maltrattamento di animali. Il capofamiglia, in base a quanto ricostruito dal pm, ha vessato la convivente «psicologicamente e fisicamente». Botte per «futili motivi» e ingiurie e minacce di morte «anche al cospetto dei figli»: così il 54enne aveva instaurato «un clima domestico di violenza e sopraffazione. Inoltre screditava la madre soprattutto davanti al figlio minore, incitandolo all’odio verso la donna e descrivendola esclusivamente con epiteti volgari per la tenera età del bimbo». Il genitore, sempre secondo le indagini, ha «plagiato» il minore con «atteggiamenti possessivi, impedendogli contatti con gli amici e causandogli una sofferenza psicologica». La donna è stata anche aggredita più volte: in una circostanza lui le ha lanciato contro una sedia, in un’altra l’ha mandata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato lesioni guaribili in 21 giorni. Come se non bastasse, l’uomo si è scagliato ripetutamente anche contro gli animali domestici della convivente, che ha una grande passione per cani e gatti: li ha scaraventati a terra, «prendendoli a calci e inserendo pezzi di vetro nelle loro gabbie». I soprusi sono andati avanti finché la moglie, esausta, ha avuto la forza e il coraggio di lasciare quell’uomo diventato sempre più violento. Poi ha denunciato tutto in procura, mettendo fine a un calvario quotidiano. Le indagini hanno dimostrato che le accuse erano fondate e il caso è arrivato in tribunale. La donna si è costituita parte civile, chiedendo i danni.
L’altro ieri il giudice Di Gerio ha riconosciuto il 54enne responsabile di tutti i reati contestati, accogliendo anche la richiesta di risarcimento della vittima. L’uomo dovrà pagare pure le spese processuali. Le motivazioni verranno depositate entro 60 giorni. Scontato il ricorso in appello.
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