Picchia padre e badante per i soldi: arrestato

19 Maggio 2018

Vasto. Al genitore di 91 anni bastonate anche in strada: 30 giorni di prognosi Il giudice: ostinata azione di maltrattamenti nei confronti dell’anziano

VASTO. Voleva i soldi e per averli non ha esitato a prendere a bastonate per strada, il padre di 91 anni mandandolo in ospedale. Minacce e botte anche alla badante intervenuta per difendere l’anziano. La violenza con cui S.M., 57 anni trattava il padre e chi si prendeva cura di lui, lo hanno portato in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, atti persecutori, minaccia ed estorsione. Reati aggravati da continue aggressioni verbali. «È una storia triste», dice il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia dei carabinieri di Vasto. «Una storia di crudeli maltrattamenti a una persona fragile e vulnerabile di 91 anni, ferita anche nell’anima per i colpi ricevuti dal figlio».
Le manette sono scattate giovedì pomeriggio su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip del tribunale, Italo Radoccia. Il magistrato nel leggere i verbali, non ha esitato a condividere le richieste formulate dal sostituto procuratore Michele Pecoraro. Le indagini sono partite dalle denunce presentate dal 91enne terrorizzato dalla furia del figlio. «Le denunce», spiega Consales, «hanno raccontato una grave situazione familiare scaturita probabilmente da disturbi della personalità dell’indagato. In più occasioni S.M. ha evidenziato un’indole violenta e incline all’aggressione fisica. Le aggressioni», prosegue il maggiore Consales, «si sono aggravate negli ultimi tempi quando l’arrestato ha malmenato per strada la badante e aggredito pesantemente il padre con un bastone e alcune tavole di legno provocandogli lesioni giudicate guaribili dai medici del San Pio in trenta giorni». Il gip Radoccia, nell’applicare la misura cautelare, ha evidenziato come i fatti descritti nella denuncia del 91enne e confermati dall’attività investigativa dei carabinieri, appaiano particolarmente allarmanti. Il giudice, nel descrivere il comportamento di S.M., parla di «una pervicace azione di maltrattamenti» nei confronti dell’anziano padre oltre che di una continua attività di persecuzione nei confronti della badante di quest’ultimo. La situazione familiare, aggravata dal fatto che S.M. viveva vicino al padre, era diventata insostenibile.
«Il domicilio dell’indagato», spiegano gli investigatori, «gli consentiva un facile accesso a casa del padre. Se si tiene conto del quadro clinico di S.M, ritenuto dal Cim «pericoloso per sé stesso e per gli altri», ben si comprende l’urgenza del provvedimento cautelare».
L’indagato, ritenuto pericoloso per i suoi atteggiamenti, è noto anche per i continui sbalzi di umore. Gli attacchi d’ira lo avrebbero indotto, secondo i carabinieri, a frequenti aggressioni fisiche al padre senza preoccuparsi delle conseguenze cagionate. S.M. è stato trasferito nella casa circondariale di Punta Penna.
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