Picchia, rapina e bacia a forza la ex Un musicista finisce sotto processo

19 Ottobre 2023

CHIETI. Ha attirato la ex compagna in una trappola. L’ha insultata, picchiata, baciata a forza e persino derubata. Ora un musicista teatino di 44 anni, di cui non indichiamo il nome per tutelare l’ide...

CHIETI. Ha attirato la ex compagna in una trappola. L’ha insultata, picchiata, baciata a forza e persino derubata. Ora un musicista teatino di 44 anni, di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima, si ritrova sotto processo con una sfilza di accuse: violenza privata, violenza sessuale, lesioni personali, rapina e furto con strappo. Ieri mattina il giudice Andrea Di Berardino lo ha rinviato a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo. La prima udienza, davanti al tribunale di Chieti in composizione collegiale, è stata fissata al 5 dicembre. La vittima, una donna di 53 anni, assistita dall’avvocato Marco Di Giulio, si è costituita parte civile. A occuparsi delle indagini è stata la polizia.
«Ho conosciuto il mio ex compagno sei anni fa», ha raccontato la donna davanti agli agenti l’8 ottobre 2022, «e da allora abbiamo iniziato una relazione: non c’erano problemi e andavamo d’accordo. Da circa un anno, invece, le cose sono cambiate: lui ha improvvisamente iniziato a essere molto geloso, a controllarmi continuamente anche con delle telecamere nascoste, a essere nervoso e irascibile. Tutto ciò è diventato con il tempo fonte di accese discussioni e violenti litigi. Per queste ragioni ho deciso di terminare il rapporto di convivenza dallo scorso mese di agosto. A partire da quella data non ci siamo più visti». Fino al giorno precedente alla denuncia.
«Ieri sera», ha proseguito la vittima, «mi ha invitata a recarmi in un locale in cui era impegnato con il suo complesso musicale. Ho accettato l’invito, perché lui era molto tranquillo e sereno. L’ho aiutato anche a trasportare gli strumenti musicali, visto che lui era senza macchina e necessitava di un passaggio».
Durante il tragitto è esplosa la violenza. «Ha iniziato a rinfacciarmi il fatto, da lui supposto, che nel periodo della nostra convivenza lo avessi tradito, avendo avuto un rapporto sessuale con un uomo all’interno della nostra abitazione. Questa cosa sarebbe stata da lui desunta da un video che deteneva e che proveniva da una telecamera che aveva nascosto in casa: secondo lui, sarebbe la prova del mio tradimento». Dalle parole ai fatti il passo è stato breve: «A causa di ciò, sempre durante il tragitto in macchina, il mio ex si è alterato incredibilmente e ha iniziato a urlarmi contro e a colpirmi con dei pugni alla testa. Io ho fermato l’automobile e, a questo punto, lui ha sfilato la chiave dal quadro e mi ha costretta a scendere con la forza, continuando a picchiarmi e a tirarmi i capelli. Poi si è messo alla guida della mia macchina per dirigersi verso la sua abitazione, lasciandomi di fatto in strada. L’ho raggiunto a piedi, con l’intenzione di riprendermi la mia auto. Lui era nel parcheggio della palazzina».
La donna è stata di nuovo aggredita: «Appena mi sono avvicinata è tornato a colpirmi con schiaffi e pugni. Con la forza, mentre io cercavo inutilmente di oppormi, mi ha trascinata dentro l’ascensore del palazzo e, subito dopo, mi ha costretta a entrare nell’abitazione. Qui ha ripreso a percuotermi in maniera molto violenta, ingiuriandomi e sputandomi in volto. Mi ha baciata sulla bocca contro la mia volontà. Almeno tre o quattro volte sono riuscita a divincolarmi e a correre verso la porta per fuggire, ma puntualmente mi ha raggiunta e afferrata per i capelli. Si è impossessato anche dei 105 euro che avevo in una tasca dei pantaloni. Mentre si è allontanato per poggiare i soldi su una mensola, sono riuscita finalmente a fuggire dal palazzo. Poi mi sono nascosta tra la vegetazione in attesa dell’arrivo della volante della polizia».
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