Picchia, violenta e umilia la moglie: arrestato un imprenditore teatino

Il 54enne deve scontare 10 anni e mezzo di carcere: «La picchiava ogni giorno, poi abusava di lei» Ha perseguitato anche una delle figlie: «Sei una bimba cattiva, stai diventando peggio di tua mamma»
CHIETI. Per anni ha violentato, picchiato e umiliato la moglie. Non ha risparmiato neanche le figlie, tempestando di messaggi e minacciando la più piccola, all’epoca undicenne. Un ex imprenditore teatino di 54 anni – non indichiamo il nome per tutelare l’identità delle vittime – è stato arrestato due giorni fa dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, coordinati dal commissario Nicoletta Giuliante: dovrà scontare una condanna definitiva a 10 anni e mezzo di reclusione perché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale continuata e aggravata, atti persecutori e calunnia.
I fatti si sono verificati tra il 2013 e il 2014, quando la donna, a causa dei gravissimi problemi di salute di una delle tre figlie e avendo necessità di aiuto per affrontare la malattia, è stata obbligata a tornare a vivere nella casa coniugale, portando con sé le ragazze. Dopo un primo periodo apparentemente tranquillo, l’uomo ha iniziato a rendersi protagonista di comportamenti aggressivi nei confronti della moglie e delle figlie. Più nel dettaglio: non ha perso occasione per mortificare la donna, insultandola in ogni modo. Spesso l’ha minacciata dicendole che l’avrebbe buttata fuori dalla finestra. Non contento, come ricostruito dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, l’ha fatta vivere nelle ristrettezze insieme alle figlie, negando loro il sostegno economico nonostante avesse imposto alla moglie di intestarsi più attività imprenditoriali. Il condannato era solito costringere la moglie, anche con la forza fisica, a subire atti sessuali: alcuni episodi sono avvenuti pure in presenza di altre persone, come il cognato. In un’occasione, ha preteso di ritrarre la moglie nuda convincendola a spogliarsi mentre era in bagno e a farsi fotografare. «Quasi quotidianamente», ha sostenuto sempre l’accusa, «l’uomo l’ha costretta a rapporti sessuali completi, vincendone la resistenza con le percosse e incurante che potesse essere udito dalle figlie presenti in casa».
Il reato di stalking nei confronti della figlia più piccola, invece, è scattato perché, nel periodo in cui era andata via con la madre, l’ha tempestata di messaggi su Facebook. Alcune volte l’ha invitata ad incontrarlo, mentre in altre circostanze l’ha minacciata scrivendole: «Sei diventata una bambina cattiva, sei peggio di tua madre. Prenderò provvedimenti, dovessi campare cent’anni».
Lunedì gli agenti della seconda sezione della Mobile, specializzata nei reati contro la persona, hanno prelevato il 54enne dalla sua abitazione, dove si trovava momentaneamente in detenzione domiciliare per motivi di salute. Ora è rinchiuso nel carcere di Vasto. L’ex imprenditore è assistito dall’avvocato Massimo Solari.

