Picchiata dal marito mentre lei tiene la figlia in braccio
La donna di un paese frentano ha subito anche il tentativo di violenza sessuale La furia dell’uomo non si è fermata davanti alla bambina: ora è a processo
LANCIANO. Botte e minacce di morte, un tentativo di violenza sessuale che è riuscita ad evitare solo fuggendo. Ancora maltrattamenti tra le mura domestiche, ancora un processo che vede di fronte un marito aggressivo e una moglie picchiata e quasi violentata. Il giudice per le udienze preliminari Marina Valente ha rinviato a giudizio, di fronte al tribunale collegiale, un 30enne di un paese sangrino. Il processo è stato fissato al 5 ottobre prossimo.
L’uomo deve rispondere di lesioni aggravate e tentata violenza sessuale. Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, l’8 settembre dello scorso anno l’uomo sarebbe andato su tutte le furie e avrebbe sfogato la sua rabbia contro la moglie 25enne. L’avrebbe aggredita, afferrata per il collo. Le avrebbe poi preso un braccio e l’avrebbe strattonata. E ancora botte e schiaffi sul viso. Il tutto tra minacce di morte: “Ti uccido, ti ficco il coltello in gola!”. Intimidazioni che rischiavano di diventare gesti concreti, visto che aveva già afferrato la moglie per il collo. Dopo gli schiaffi e le minacce l’uomo avrebbe anche cercato di violentare la donna. “Ti faccio vedere io!”, le avrebbe detto mentre cercava di svestirla.
Ma la ragazza è riuscita a divincolarsi e a fuggire. Ha cercato riparo in camera da letto. Prima di riuscire a chiudere la porta il marito le avrebbe anche tirato un flacone di lacca contro. Schiaffi e strattoni le avrebbero procurato lesioni consistite in escoriazioni multiple con quattro giorni di prognosi. Episodi gravi che lo diventano ancora di più poiché pare che la donna avesse in braccio la figlia di appena due anni. Ma il 30enne, incurante della presenza della figlioletta che poteva essere colpita dalle sberle e non solo -e che di sicuro, seppur piccolina, è rimasta colpita da tanta violenza- ha picchiato la madre e cercato di violentarla. A processo il 5 ottobre prossimo il 30enne, difeso dall’avvocato Tommaso Troilo potrà dare la sua versione dei fatti. Dimostrare il tentativo di violenza sessuale non sarà facile per l’accusa, per le lesioni invece a parlare sarebbe il referto medico.
Dall’inizio dell’anno non è il primo caso che vede una moglie accusare di violenza sessuale, o tentata, il proprio marito. A gennaio è finito in carcere V.D.N., 49 anni, di Lanciano, che ora è ai domiciliari (è fissata a giugno l’udienza dinanzi al Gup). Il 4 febbraio, invece, è stato assolto D.B.M.S., brasiliano di 32 anni, dai reati di violenza sessuale, tentata violenza sessuale e maltrattamenti verso la moglie e condannato a quattro mesi per sole lesioni nei confronti della coniuge.
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