Picchiata davanti alla figlia

Donna perseguitata dal compagno: caso davanti al giudice
CHIETI. L’ha picchiata, insultata e minacciata di morte di fronte alla figlia minorenne. Un uomo di 29 anni, B.D.A., originario di San Severo, è finito sotto processo davanti al giudice monocratico Andrea Di Berardino per gli atti persecutori e i maltrattamenti nei confronti della compagna lituana di 33 anni. Le vessazioni, come ricostruito dalla procura, sono andate avanti dal dicembre del 2016 all’aprile del 2017. Lo stalker, che attualmente è sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora, si è reso protagonista di «una serie di condotte, protrattesi nel tempo, di maltrattamenti nei confronti della compagna convivente consistite in ingiurie, percosse e forme di deprivazione morale e materiale». L’uomo le dava continuamente della prostituta e diceva di volerla uccidere: non si fermava neppure davanti alla figlia della vittima. Quando è finita la convivenza, l’imputato ha iniziato a perseguitare la sua ex tempestandola di telefonate negli orari notturni e minacciandola ancora di morte a tal punto da farla vivere nel terrore. La prossima udienza in tribunale è fissata per l’11 marzo.
A Chieti sono in aumento le donne vittime di violenza: lo confermano i recenti dati diffusi dal centro Alpha. E si è abbassata la fascia d’età: solo da luglio a ottobre di quest’anno, sono arrivate 10 richieste di aiuto da ragazze di età compresa tra i 19 e i 23 anni. L’altro dato, in linea con le statistiche nazionali, è che sono i mariti e i compagni, soprattutto italiani, a commettere soprusi. «Sono numeri preoccupanti», dicono i responsabili della struttura. «Queste donne subiscono violenza psicologica, economica, fisica e sessuale, che è quella di cui hanno maggiore difficoltà a parlare perché è la più umiliante». Nel 2017 sono state invece 88 le donne che si sono rivolte al centro Alpha, anche solo telefonicamente, per richiedere informazioni o consulenze. (g.let.)
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