Picchiata e chiusa in casa Inferno durato due anni

31 Agosto 2016

Lanciano, compagno in manette per maltrattamenti, lesioni e atti persecutori Minacciati i familiari della donna, un amico aggredito alla serata di ballo

LANCIANO. Ha costretto la compagna a subire due anni di violenze, botte, segregazioni e minacce. E poi l’ha perseguitata, con molestie al telefono e pedinandola, quando lei lo ha lasciato. C.M. (la scelta delle iniziali è per tutelare la vittima), 35 anni, di Lanciano, è in carcere con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e atti persecutori su R.D.S., la ex compagna di 21 anni. Il gip Massimo Canosa ha accolto la richiesta del carcere, avanzata dal procuratore capo facente funzione Rosaria Vecchi, «per i fatti di estrema gravità commessi e dispiegati per un ampio periodo di tempo», si legge nella nota della Procura, «per il motivo di ritenere che il delitto sia tuttora in corso di svolgimento, connotandosi come reato permanente e per l’intensa aggressività dell’indagato che evidenzia un pericolo costante per la parte offesa». Indagini meticolose quelle svolte dalla Procura dopo la denuncia della donna e condotte dalla sezione polizia giudiziaria dei carabinieri guidata dal maresciallo Armando Pizzolla. Indagini che hanno rivelato l’inferno vissuto dalla donna. L’uomo che amava, che la doveva proteggere vista la notevole differenza di età -35 lui, 21 lei- invece durante la convivenza, tra la primavera 2014 e l’aprile 2016, l’avrebbe presa a schiaffi, spintoni e calci, afferrata per la gola e l’avrebbe addirittura costretta con minacce di morte a restare chiusa in casa, impedendole anche contatti telefonici con amici e familiari. Era geloso, possessivo, violento.

Nel dicembre scorso la ragazza aveva deciso di interrompere la relazione per sottrarsi ai maltrattamenti. C.M. l’ha convinta a tornare con lui, non solo con promesse di cambiamento e d’amore, addirittura accoltellandosi: si sarebbe ucciso pur di riaverla. E lei è tornata a casa. Ma l’inferno è ripreso e ad aprile 2016 la ragazza lo ha lasciato definitivamente. Qui però sono cominciate le persecuzioni per lei, i familiari e gli amici. Centinaia di telefonate e sms (emersi dai tabulati telefonici durante le indagini) inviati ogni giorno, minacce, pedinamenti anche sul posto di lavoro e nei locali che frequentava: in uno di questi una volta avrebbe aggredito un uomo che aveva ballato con lei. In una occasione l’avrebbe picchiata e la ragazza sarebbe stata costretta a recarsi, come non aveva fatto mai in precedenza, al pronto soccorso. Ora il giovane è in attesa dell’interrogatorio di garanzia in cui cercherà di spiegare la sua versione dei fatti.

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