Picchiata e stuprata in casa dall’ex amante

Giovane donna perseguitata dopo una relazione clandestina: buttafuori la chiude nel bagagliaio dell’auto, poi la violenta
CHIETI. Ha perseguitato, picchiato e stuprato la ex amante. Un buttafuori di 37 anni è accusato di stalking, lesioni personali aggravate e violenza sessuale: la vittima è una donna di Chieti, 35enne, che non voleva più saperne di quella relazione clandestina. Con la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata a una svolta l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo e condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, diretti dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. L’imputato, difeso dall’avvocato Vittorio Supino, il 17 dicembre comparirà davanti al giudice per le udienze preliminari Luca De Ninis, che dovrà decidere se mandarlo sotto processo.
LA DENUNCIA. Giorgia (nome di fantasia) e il buttafuori, che vive in provincia di Pescara, hanno una breve relazione sentimentale nell’estate del 2018. Lei, che è sposata e ha figli, decide di troncare quasi subito quella storia. Ma lui, stando alla testimonianza della donna, non si rassegna e le chiede continuamente di lasciare il marito. Da inizio del 2019, il 37enne comincia a seguirla ovunque: sul posto di lavoro, a casa della madre, quando va ad accompagnare i figli a scuola. L’episodio più grave succede ad aprile. L’uomo si fa trovare vicino all’auto della ex amante, nella zona della villa comunale di Chieti, e le impedisce di entrare. Poi, l’afferra per un braccio, la porta nella vicina stradina del belvedere, prende il suo cellulare per controllare i messaggi e insiste: «Devi lasciare tuo marito». È l’inizio di un incubo.
GLI ABUSI. A un certo punto, dopo averle strappato di mano anche la borsa, il buttafuori sale di prepotenza sulla macchina di Giorgia e si dirigono insieme verso Chieti Scalo: arrivati nella zona del Tricalle, la trascina fuori dall’auto e la chiude nel bagagliaio, poi si reca a casa della donna. Con la forza, sempre in base alla denuncia, l’uomo fa scendere Giorgia, la porta dentro l’abitazione, la picchia su tutto il corpo, le toglie i vestiti e la costringe a subire un rapporto sessuale completo. Lei urla a squarciagola, ma non è sufficiente per sfuggire alla violenza. Solo quando la donna riceve la chiamata del marito, che le annuncia il suo imminente ritorno a casa, lui si riveste e scappa.
IL TENTATO SUICIDIO. Giorgia lancia l’allarme e viene trasportata al pronto soccorso di Chieti, dove i medici le riscontrano lesioni al volto, alle braccia e alla schiena, giudicate guaribili in un mese. Nel frattempo, scattano le ricerche per individuare il violentatore: il 37enne si trova nella sua abitazione, disteso sul letto e non cosciente, con evidenti chiazze di sangue sulle mani. L’uomo, che ha tentato di suicidarsi, viene quindi trasferito in codice rosso all’ospedale di Pescara e ricoverato.
GLI APPOSTAMENTI. Dopo le dimissioni, però, il buttafuori torna di nuovo a perseguitare la ex amante. Qualche esempio? Si apposta per ore sotto casa dei genitori di Giorgia e le invia foto che lo ritraggono all’interno della vicina chiesa, con l’obiettivo di «segnalare la sua presenza e invitandola a incontrarlo». Non solo: l’uomo si fa trovare anche vicino all’abitazione della vittima. Tradotto: il suo comportamento costringe la 35enne a vivere nella paura e a cambiare abitudini. Lei ha persino timore a uscire di casa e chiede al padre di accompagnarla in ogni suo spostamento. A questo punto la procura chiede e ottiene per l’indagato la misura cautelare dell’obbligo di dimora, in modo tale che non possa entrare a Chieti.
L’INCHIESTA. Il resto è storia di questi giorni. Dopo gli accertamenti dei carabinieri, il pm Campo ha ritenuto credibili le denunce presentate dalla donna contro l’ex amante. Il mese prossimo il caso arriverà davanti al giudice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

