Picchiato dai ladri: «Apri la cassaforte»

19 Giugno 2022

Si sveglia e trova due banditi in camera da letto: pugni in faccia prima di obbligarlo a consegnare 1.700 euro e oggetti in oro

LANCIANO. «Stavo dormendo, mi ha svegliato il rumore della tapparella alzata. In camera c'erano due uomini: il tempo di gridare “Chi siete? Che fate?” e mi hanno tirato un pugno in faccia». Ha sul naso i segni dell'aggressione subita la notte scorsa, in casa sua, A.R., 49enne attrezzista, originario del Napoletano. La rapina è avvenuta alle 3,30 di sabato notte in una villetta a schiera di via Iconicella.
IL RACCONTOL'operaio era solo in casa. La moglie, infermiera per una cooperativa di Lanciano, e i due figli di 12 e 9 anni, erano fuori città a trovare i parenti. L'abitazione della famiglia è la terza di 5 villette a schiera, a cui si accede da un piccolo viale. «Hanno scavalcato il cancello e si sono arrampicati al piano superiore», continua il 49enne, «sono saliti, credo, aiutandosi con un muretto della recinzione. Sul balcone hanno sollevato la tapparella della porta finestra, che non era del tutto abbassata per via del caldo». C'è solo la zanzariera a fare da barriera. I due rapinatori, di corporatura media e con accento verosimilmente straniero, dell'Est, hanno i visi coperti dalla mascherina. Inoltre uno indossa un cappello con visiera e uno il cappuccio della felpa. Una volta dentro, trovano il proprietario sveglio e lo colpiscono con un paio di cazzotti. «Ero frastornato dai pugni», ricorda A.R., «cercavo di guardarli in faccia, ma mi dicevano di tenere la testa bassa e di consegnare soldi e oro». Uno dei rapinatori lo tiene d'occhio, l'altro fruga nei cassetti. «Poi si sono accorti della cassaforte dietro un quadro», racconta ancora la vittima, «mi hanno costretto ad aprirla e hanno preso tutto il contenuto. Ci tenevo 1.700 euro e diversi oggetti in oro dei bambini. Per fortuna loro e mia moglie non c'erano», dice, tremando al solo pensiero.
TELEFONO FUORI USOArraffata la refurtiva, i banditi escono dal portone d'ingresso e si dileguano nel buio della notte. L'operaio, ferito e scosso per la rapina appena subita, si accorge che il cellulare è inutilizzabile: probabilmente sono stati gli stessi rapinatori a spaccarlo per non permettergli di lanciare subito l'allarme. Così prende la macchina e si dirige alla caserma dei carabinieri in via Del Verde. Dopo aver sporto denuncia, un'ambulanza del 118 lo preleva per portarlo in ospedale. Ha un trauma cranio-facciale, dovuto ai pugni dei rapinatori. La prognosi è di 10 giorni.
LE INDAGINILe indagini dei carabinieri della compagnia di Lanciano, agli ordini del tenente colonnello Vincenzo Orlando, scattano subito. Fin dalle prime luci dell'alba i militari del Nucleo operativo, diretto dal tenente Giuseppe Nestola, iniziano la ricerca di impianti di videosorveglianza, soprattutto privati, che inquadrino la strada che porta alla villetta rapinata. Meno di 200 metri di asfalto su cui affacciano numerose villette. Nessuno, però, neanche i vicini di casa più prossimi, pare si sia accorto di nulla o abbia visto qualcosa di sospetto. Del resto la rapina è avvenuta nel cuore della notte. Nella villetta si recano di persona i comandanti Orlando e Nestola. In mattinata arrivano anche i militari della sezione investigazioni scientifiche di Chieti, alla ricerca di impronte. Ma è probabile che i rapinatori abbiano usato i guanti. Nella zona, di recente, ci sono stati furti e tentativi di furti. Appena due notti fa è stata portata via la cassaforte da un ristorante di Villa Andreoli, che dista meno di un chilometro dalla villetta della rapina.
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