Picchiava la moglie: due anni di reclusione

24 Novembre 2016

LANCIANO. Sei anni di botte, sei anni di sofferenze e angherie. Ora quel marito violento, W.B., 51 anni, marocchino residente in un paese frentano (non specifichiamo nomi e luoghi per tutelare la...

LANCIANO. Sei anni di botte, sei anni di sofferenze e angherie. Ora quel marito violento, W.B., 51 anni, marocchino residente in un paese frentano (non specifichiamo nomi e luoghi per tutelare la vittima), è stato condannato per maltrattamenti in famiglia contro la moglie a due anni di reclusione e 10.000 euro di risarcimento danni alla donna. Ma la condanna e i soldi non possono ridare alla donna ingiuriata e picchiata il sorriso per quanto sofferto, anche di fronte ai figli. Secondo l’accusa l’uomo maltrattava la moglie di continuo, sia verbalmente, tramite offese e minacce di morte, che fisicamente, picchiandola. Calci e pugni sferrati senza alcun rispetto e ritegno. Per le botte la donna è finita in ospedale anche diverse volte. Almeno tre gli episodi riportati in aula con tanto di certificati di cure mediche ricevute a seguito delle percosse. Il primo episodio sarebbe avvenuto il 9 gennaio 2013, cure mediche per contusioni dovute a calci e pugni. Poi il 15 gennaio 2010 è andata in ospedale perché il marito le avrebbe sferrato un pugno in un occhio, infine il 3 ottobre 2012 le avrebbe graffiato e ferito il braccio sinistro. Non solo: il 6 ottobre 2012 le avrebbe anche impedito di uscire di casa per accompagnare i figli a scuola. La donna ha resistito per sei anni, dal 2007 al 31 gennaio 2013, quando si è separata e l’ha denunciato. Il pubblico ministero Delfina Conventi aveva chiesto tre anni, il giudice Andrea Belli lo ha condannato a due anni di carcere. (t.d.r.)