«Pignoriamo la poltrona del sindaco»

Il Comune non paga 90mila euro alla coop Girasole: oggi la protesta in municipio
CHIETI. Appuntamento questa mattina alle ore 9.15 al Comune con l’ufficiale giudiziario per pignorare la poltrona del sindaco Umberto Di Primio.
Un atto simbolico, anche perché la poltrona costa poche decine di euro mentre il debito che il Comune ha con la cooperativa Il Girasole che gliela vuole pignorare è di 90mila euro. Le tre socie della cooperativa che assiste minori in difficoltà, Mariacarla Di Renzo, Alessandra Iodice e Claudia Polidoro, assistite dall’avvocato Luciana Di Nardo, dopo un anno in attesa di essere pagate, hanno deciso di cambiare strategia di lotta. L’avvocato aveva già provato il pignoramento presso Banca Marche, che gestisce la tesoreria comunale, ma l’istituto di credito, dice la Di Renzo, «ha dichiarato che, il Comune di Chieti, alla data del 29.05.017, aveva zero euro in cassa, con tantissimi pignoramenti a carico. Un grave dissesto economico di cui nessuno parla».
La cooperativa gestisce la “Casa di Francesco”, che dà un tetto a bambini in gravi difficoltà famigliari, affidati dal Tribunale dei Minori ai servizi sociali. Il mancato pagamento sta determinando danni gravissimi alla struttura che non ha più denaro per pagare le spese di vitto per i minorenni, tanto che la responsabile sta provvedendo, attraverso un autofinanziamento ottenuto, al sostentamento dei minori. Ci sono anche gravi problemi per pagare i propri dipendenti, molti dei quali, per mancato pagamento stipendi, si sono avvalsi del recesso per giusta causa, con vertenze avanti il giudice del lavoro. La legale rappresentante della cooperativa Girasole fa sapere che se il Comune non ottempera subito ai propri impegni sarà costretta a chiudere la struttura, con licenziamento di 18 dipendenti, molti dei quali operano come assistenti materiali ai disabili presso altri enti, con l’ovvia conseguenza di citare immediatamente il Comune di Chieti, per la richiesta danni, cui farà seguito la denuncia, del medesimo Comune, davanti alla Procura distrettuale della Corte dei Conti di L’Aquila, per danno erariale. «Niente sarà lasciato intentato, in quanto viene colpita una società che opera onestamente sul territorio da più di venti anni», dice la Di Renzo, «che nonostante la crisi economica è riuscita a dar lavoro, fino ad oggi, a 18 dipendenti, che con la paventata chiusura della cooperativa, le loro famiglie potrebbero trovarsi da domani senza prospettive future».
Ma oggi al Comune è giornata di protesta. La Di Renzo, quando questa mattina arriverà al palazzo municipale, dovrà incontrare anche altri cittadini che manifestano per i loro diritti. Sono i residenti di Chieti Scalo che da alcuni mesi a questa parte devono far fronte a una carenza idrica sempre più forte. Agli ultimi piani dei palazzi scalini, ormai, la situazione è diventata insopportabile. (a.i.)

