Pilastri del Belvedere erosi

12 Marzo 2017

Reggono il costone ma sono “nudi”. Appello dei residenti: abbiamo paura

VASTO. Una pioggia più abbondante potrebbe provocare una nuova, devastante frana, al di sotto del belvedere Adriatico. A “raccontarlo” sono le foto scattate da alcuni sportivi che hanno percorso l’intero tragitto per ammirare i reperti archeologici.

Come si vede, i pilastri che reggono parte del costone sono nudi, e fra la superficie del Belvedere a la collina ci sono preoccupanti vuoti. Quella mostrata dalle immagini è una situazione decisamente inquietante. La nevicata di gennaio e le recenti precipitazioni hanno svuotato il costone, evidenziando quelle che erano preoccupazioni già espresse più volte dai residenti della zona e da Ivo Menna. La parte sottostante la balconata si è praticamente svuotata, con la terra che è scivolata a valle distaccandosi dalla camminata, creando evidenti dilatazioni della gradinata stessa che arriva fino all’area sportiva comunemente chiamata “frana”. I cittadini chiedono quanto meno il monitoraggio della zona. Quanto accaduto al ponte crollato sulla A14 insegna che la natura non perdona. «Passando lungo il costone e guardando i pilastri nudi è automatico pensare che vi siano dei movimenti del terreno che andrebbero tenuti sotto controllo. Sicuramente c’è bisogno di ispezioni, costanti monitoraggi e soprattutto di interventi», suggerisce Marco Di Michele Marisi. «L’intenzione non è quella di fare allarmismo», precisa il responsabile dei “Giovani in movimento” , «ma piuttosto accendere i riflettori su una problematica di cui soffre questa città, e in particolar modo il costone orientale interessato più volte da cedimenti grandi e piccoli. L’auspicio è che l’amministrazione comunale programmi e predisponga un intervento importante per il consolidamento dell’intera balconata di Vasto, da Via Tre Segni fino a Via Magnacervo, chiedendo con forza sostegni economici alla Regione affinché vengano realizzati lavori non per tamponare la situazione, ma che durino», dice Marisi. Le famiglie e le attività economiche che insistono sul Belvedere sono d’accordo e invocano un monitoraggio preventivo su una porzione della città che è tanto preziosa quanto geologicamente fragile. «Ogni giorno che passa la situazione peggiora. L’intervento è uno dei primi da mettere in campo per restituire serenità ai residenti e per mettere la parola fine a quello che è un costante allarme che non va sottovalutato. L’emergenza è evidente . Non è più possibile rinviare un intervento». (p.c.)