Pilkington, c’è l’ok alla cassa integrazione

9 Novembre 2018

Un anno di ammortizzatori sociali ai 1.800 lavoratori. Il presidente Marcovecchio: successo ottenuto da un’ottima squadra

SAN SALVO. C’era un’atmosfera diversa ieri alla Pilkington. C’era serenità. La serenità data dalla certezza di poter godere di un anno di cassa integrazione guadagni. Dopo due mesi, il tanto atteso decreto è arrivato. Il primo a tirare un sospiro di sollievo è stato il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. «Il decreto», ha detto soddisfatto Marcovecchio, «è un tassello frutto di un ottimo lavoro di squadra». Il decreto 102322 conclude positivamente un lungo viaggio iniziato oltre un anno fa. «È un anello», annota Marcovecchio, «del più complesso piano industriale 2018-2023 che è al suo primo anno di attuazione. È certamente utile per continuare la ricerca di soluzioni che mantengano sostenibili nel tempo le realtà produttive del Gruppo Nsg in Italia, senza produrre traumatiche fuoriuscite dal mondo del lavoro. La strada è ancora lunga ed irta di difficoltà e di impegni. Proprio l’attuale discesa della domanda di auto, sicuramente non prevista né prevedibile dal piano», sostiene Marcovecchio, «dimostra quanto non sia facile vivere momenti di variabilità in un contesto di mercato diventato così volatile. Va altresì ricordato che il sacrificio sui salari dei nostri lavoratori sfiora quasi il 50% e che solo grazie a una equa riduzione dell’orario di lavoro tra tutti, se ne riduce l’impatto individuale».
Alla Pilkington lavorano in 1.800. La cassa integrazione sarà a rotazione. Marcovecchio ha ricordato che il prossimo quinquennio sarà duro e difficile. «Nel 2019 saremo chiamati a lavorare con intensità ancora più forte, sia per avviare le nuove linee sia per apprendere le dovute conoscenze in lavorazioni mai fino ad oggi realizzate. Saremo anche impegnati a trovare soluzioni condivise per la riduzione dei rimanenti esuberi. Certo, la conquista di questo maggior tempo a disposizione consentito dalla cassa integrazione resta cosa importante. Ringrazio» ha rimarcato Marcovecchio, «a chi ha reso possibile il successo, in primis i lavoratori, che hanno approvato il piano industriale, e poi le organizzazioni sindacali e le Rsu di San Salvo e Settimo Torinese. Grazie di cuore anche ai sindacati nazionali, alla direzione del personale e delle relazioni industriali di Pilkington Italia per tutto il percorso effettuato da settembre 2017 e ai servizi di consulenza specifica utilizzati, per aver chiuso un percorso irto di difficoltà. E infine grazie ai nostri azionisti che, credendo in noi, scommettono sui nostri territori, con corposi investimenti in nuove tecnologie e nuovi business senza i quali, nel breve volgere di poco più di un biennio, lo stabilimento di San Salvo si sarebbe quasi dimezzato. Grazie al sostegno dei Comuni e della Regione e al proficuo supporto del ministero del Lavoro».
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