Pilkington, contratti di solidarietà per 400 dipendenti a rotazione

17 Febbraio 2022

Al via il taglio delle ore lavorative per risparmiare, la Uil: «Serve ancora il sostegno delle istituzioni» Appello alla politica per l’aumento dell’energia: «Costi quadruplicati, l’impresa non è competitiva»

VASTO. Solidarietà e flessibilità. Sono le parole chiave usate in casa Pilkington per superare la crisi dell’automotive e soprattutto dal rincaro dei costi dell’energia. Per il colosso giapponese, i costi si sono quadruplicati. La cassa integrazione scaduta il 13 febbraio è stata sostituita dai contratti di solidarietà: gli ammortizzatori sociali interesseranno a rotazione circa 400 dipendenti su 1.700 lavoratori. I contratti di solidarietà sono un ammortizzatore sociale introdotto proprio come misura contingente per affrontare momenti di crisi occupazionale e retributiva in attesa della ripresa produttiva. L’accordo fra azienda e sindacati prevede la riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione (pari al 60%) per i dipendenti in modo da evitare tagli al personale. La retribuzione persa per la contrazione viene parzialmente ripianata con un contributo Inps. Alla solidarietà potrebbe essere affiancata anche la flessibilità. Le fermate avverranno a rotazione e secondo le necessità. L’accordo raggiunto la scorsa settimana dopo il colloquio dell’azienda con il ministero del Lavoro e la concessione di 180 contratti di espansione cerca così di rispondere in modo meno traumatico agli affanni del mercato. Fra contratti di espansione e solidarietà dovrebbero essere scongiurati licenziamenti collettivi.
Per il futuro, è fondamentale è la ripresa dell’automotive: l’auto costituisce una variante fondamentale in questo periodo per i settori automotive e metalmeccanico. «La preoccupazione è grande», dice Arnaldo Schioppa, segretario provinciale Uil. «Serve l’aiuto della politica per ridurre i costi dell’energia. Pilkington con i costi quadruplicati non è più concorrenziale. In Giappone queste cose non sfuggono. La politica deve aiutare il mondo del lavoro. Va ringraziata la dirigenza della Pilkington perché ha accolto le richieste sindacali e sta mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per evitare licenziamenti».
Le aziende metalmeccaniche del Vastese sono 120. La pandemia e la lievitazione dei costi energetici hanno messo molte imprese in ginocchio. Più di 5mila i posti di lavoro salvati grazie alla solidarietà. L’attenzione è puntata soprattutto sui colossi automobilistici d’oltre frontiera. I sindacati continuano a ripetere che occorre aiutare le aziende italiane a ridurre i costi e ad avere servizi adeguati. Occorre un passaparola che dal Vastese arrivi fino alle stanze del governo nazionale, passando per la Regione: il sostegno delle istituzioni è indispensabile.
Nel frattempo l’avvio del programma di trasformazione annunciato dal gruppo Nsg continuerà a focalizzarsi sulla riduzione dei costi e sull’accelerazione delle automazioni di processo che dovranno consentire di ristabilire nel più breve tempo possibile l’utile economico di esercizio e di liquidità.