Pilkington, forno ai minimi per 4 mesi

8 Maggio 2020

Il mercato dell’auto fermo obbliga l’azienda a rallentare l’attività produttiva del Float Ss2. I sindacati: speriamo nella ripresa

SAN SALVO. «Ci attendono periodi difficili». Così aveva scritto qualche settimana fa su una nota di Assovetro il presidente del Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. «Tutti gli sforzi messi in atto, vogliono guardare a difendere quello che resta del presente e soprattutto a salvaguardare il nostro futuro, pur se difficile e oggi sempre più incerto». I fatti di questi giorni conferano le parole. I mercati pressoché fermi obbligano il colosso vetrario a rallentare l’attività produttiva del forno Float Ss2. Il forno rimarrà nella cosiddetta fase hot hold, in veglia, dalla metà di maggio ad agosto. La direzione aziendale lo ha confermato alla Rsu e ai rappresentanti sindacali nell’ultimo incontro.
«La decisione è l’inevitabile conseguenza del crollo del mercato automobilistico», dice Emilio Di Cola, segretario provinciale della Filtcem-Cgil che segue passo passo le vicende del colosso vetrario con i colleghi Franco Zerra della Femca-Cisl, Arnaldo Schioppa della Uil e Domenico Ranieri dei Cobas. «Ieri le ultime notizie arrivate dal settore auto», dice Franco Zerra senza riuscire a nascondere la propria preoccupazione, «parlavano di un crollo di vendite del 94%. Un dato che racconta tutto». Pilkington, che nonostante tutto ha mantenuto i forni accesi, da due mesi spende 75mila euro al giorno per produrre vetro da rottamare. Per questo dalla metà del mese il Float Ss2 sarà messo in hot hold, ossia resterà acceso ma solo in veglia per limitare le perdite. «La speranza è che prima possibile il mercato globale riprenda a muoversi», dice Zerra.
Ovviamente fino a quel momento ogni azione e decisione sarà tesa a ridurre spese e costi. Gli straordinari saranno bloccati. Prevista una riduzione del 40% dei volumi produttivi per l’anno finanziario 2020-2021. Saranno bloccati gli investimenti e le fermate gestite passo passo. Lo stesso comitato esecutivo ha annunciato una riduzione dei propri compensi. La parola d’ordine è stringere i denti in attesa che passi l’incubo Covid 19 e il mercato - già in crisi prima della pandemia - riprenda a crescere. La speranza del territorio è che arrivi un valido aiuto dalla politica. Mai come in questo momento è necessario.
Intanto in fabbrica è stata dichiarata guerra al contagio e disposta la massima igiene con mascherine, guanti e meno trasferte. Minuziosi i controlli sia per chi arriva dall’esterno che, per difendere il personale di portineria che indossa la mascherina di protezione facciale Ffp3 già in dotazione allo stabilimento. Inoltre a proteggere i dipendenti anche dei divisori in cristallo. Dovranno poi utilizzare guanti in lattice durante la manipolazione dei documenti del personale esterno e sarà messo a loro disposizione un dispenser di prodotto disinfettante all’ingresso dei posti di controllo della sorveglianza. Anche tutti gli addetti alla logistica e carico-scarico a contatto con personale esterno dovranno indossare la mascherina di protezione facciale già in dotazione allo stabilimento. E’ vietato al personale esterno l’utilizzo dei servizi igienici al posto dei quali saranno predisposti appositi servizi da “cantiere” in zone stabilite.
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