Pilkington non si ferma: sanificati i locali

12 Settembre 2020

Dopo la positività di un dipendente al Covid, la multinazionale potenzia le misure di sicurezza. Soddisfatti i sindacati

SAN SALVO. Il Covid non ferma la Pilkington. L’attività prosegue con il potenziamento delle misure anti-coronavirus: costante sanificazione dei locali e dei reparti e dei servizi, distanziamento fra i lavoratori e uso obbligatorio di mascherine. A confermarlo ieri mattina alle rsu di fabbrica e ai rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil è stato il presidente della Pilkington, Graziano Marcovecchio, nel corso dell'incontro che si è tenuto a palazzo di vetro. La riunione, convocata in un primo momento per discutere sul futuro dell’azienda e sugli investimenti in programma, è stata incentrata soprattutto sull’emergenza Covid. Il contagio di un dipendente ha spinto l’azienda a disporre controlli su tutto il personale venuto a contatto con il lavoratore. Anche gli addetti delle ditte esterne con cui il dipendente si era rapportato nei giorni scorsi sono stati avvisati. Oltre ai test sierologici, i lavoratori saranno sottoposti anche a tampone. I dipendenti considerati a rischio contagio resteranno a casa fino a quando non arriveranno i risultati degli esami.
La direzione aziendale ha rassicurato i sindacati e garantito nuove iniziative di prevenzione che si aggiungeranno alla già massiccia mole di disposizioni attuate contro il coronavirus all’interno dello stabilimento. L’adeguamento del protocollo è stato condiviso dalle rappresentanze dei lavoratori. Marcovecchio ha invitato i sindacati a diffondere il messaggio della prevenzione. «Lo stabilimento è sicuro, ma è fuori dalla fabbrica che si annidano i rischi», affermano i sindacalisti. «Anche il lavoratore risultato positivo è stato contagiato all’esterno della fabbrica. Facciamo quindi appello a tutti i lavoratori e alle loro famiglie affinché dimostrino senso di responsabilità difendendo se stessi con l’utilizzo delle mascherine ed evitando situazioni a rischio». Pilkington quindi proseguirà la propria attività nel rispetto del protocollo diffuso dal ministero.
«È solo difendendo noi stessi che difendiamo anche gli altri e spezziamo la catena dei contagi», affermano Cgil, Cisl , Uil e Cobas che lunedì parleranno del futuro del colosso vetrario. Il presidente Marcovecchio intanto viene costantemente informato sulle condizioni del dipendente contagiato. Le notizie che arrivano dal reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara sul sessantenne sono preoccupanti: il quadro clinico è stabile ma, avendo il paziente patologie pregresse, il coronavirus lo ha colpito pesantemente. L'uomo è intubato: la prognosi resta riservata. La moglie, al momento, non risulta contagiata.