Pilkington, resta in bilico il futuro di 55 lavoratori

Al momento evitati i licenziamenti, ma servono nuove iniziative dell’azienda per azzerare gli esuberi. I sindacati: «A San Salvo occorrono nuove commesse»
SAN SALVO. Il futuro di 55 lavoratori della Pilkington resta appeso a un filo. Grazie alla proroga della cassa integrazione fino al 23 settembre 2020, l’azienda ha evitato per il momento 55 licenziamenti, ma i prossimi dieci mesi dovranno servire per partorire nuove iniziative per azzerare gli esuberi. L'azienda parla di esuberi «strutturali». I sindacati chiedono che vengano portate a San Salvo nuove lavorazioni oltre a quelle già arrivate dalla Polonia e che, almeno per il momento, non venga mandato nessuno a casa. La questione è stata al centro di un nuovo incontro a Pescara nei locali della Regione tra il presidente della Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, il suo vice Roberto Minenna e i rappresentanti sindacali provinciali di Cisl, Uil, Cgil e Cobas (Franco Zerra, Arnaldo Schioppa, Emilio Di Cola e Domenico Ranieri) con il funzionario dell'Ispettorato del lavoro, Renzo Iride. Parte degli esuberi potrebbe essere risolta con i criteri di volontarietà e prepensionamento. Diversi lavoratori con l'arrivo delle nuove commesse dalla Polonia a San Salvo dovrebbero passare dalla Pilkington allo stabilimento satellite Primo. «La procedura prevista dalla legge 223 del ’91 resta comunque aperta», confermano Zerra, Di Cola, Schioppa e Ranieri. I sindacati hanno definito la proroga della cassa integrazione guadagni (cig) una grande opportunità per avere più tempo a disposizione per trovare soluzioni. «La cig da sola non azzera gli esuberi», hanno spiegato i referenti di Cgil, Cisl, Uil e Cobas. È un provvedimento “cuscino” che aiuta moltissimo il colosso vetrario, ma occorre lavorare ancora per allontanare definitivamente lo spauracchio degli esuberi. «I sindacati», hanno ribadito i segretari provinciali delle quattro sigle, «continueranno ad impegnarsi in tutti i modi per salvare i posti di lavoro». Il nuovo periodo di cassa integrazione è stato concesso grazie agli investimenti fatti dalla Pilkington a San Salvo. Investimenti importanti che hanno convinto il governo della serietà e dell'impegno della multinazionale. È opinione diffusa che una soluzione contro la riduzione dei livelli occupazioni potrebbe essere l’inserimento del Vastese nelle aree di crisi. Se così fosse, il salvagente diventerebbe più ampio. I nuovi impianti e le nuove lavorazioni saranno attivati non prima della fine dell’anno finanziario 2019-2020. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Cobas confidano nell'azienda affinché si ricarichino le linee produttive, si riqualifichi il personale e si prosegua con progetti di internalizzazione.
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