Pilkington, resta la crisi ma nessuno andrà a casa
Confermati i 185 esuberi e rinnovati i contratti di solidarietà fino al 31 luglio 2017 Di Cola (Cgil): l’azienda conferma la volontà di salvaguardare i livelli occupazionali
SAN SALVO. Solidarietà, ma anche mobilità. Nessun lavoratore sarà mandato a casa a meno che non decida di voler andare in mobilità volontaria. Ancora una volta la Pilkington adotta la filosofia “lavorare meno e guadagnare un po’ meno ma lavorare tutti”. L’autunno non porta purtroppo nuovi ordinativi al reparto TgH, meglio conosciuti come il reparto dei vetri temperati. «I lavoratori in esubero sono 185 ma nessuno di loro lascerà la fabbrica», ha ripetuto ieri Emilio Di Cola, segretario della Cgil. «Nel corso degli incontri avuti dal sindacato con l’azienda è emersa la volontà di salvare comunque i livelli occupazionali», afferma Di Cola, soddisfatto per il rinnovo della mobilità fino al 31 luglio 2017.
La mobilità da un lato e la solidarietà dall’altro permetteranno di gestire il personale distribuendo i lavoratori dai reparti in affanno in altri settori. A settembre sindacati e azienda si sono incontrati e hanno discusso degli aspetti tecnici e delle nuove regole che disciplineranno la solidarietà. Il ricorso alla solidarietà per i turnisti significa stipendio ridotto del 40% ma, come più volte sottolineato, è il male minore. Il criterio della solidarietà sarà valutato con flessibilità. Le fermate avverranno a rotazione e secondo le necessità. Il nuovo anno di solidarietà terminerà il 31 agosto 2017. L’azienda potrà così rispondere in modo meno traumatico agli affanni del mercato. La produzione che dà meno problemi è quella dei cosiddetti laterali. Tutto bene nei due stabilimenti satelliti di Primo e Bravo. Per loro non è prevista la solidarietà che comunque resta il migliore salvagente per salvare l’occupazione in attesa di tempi migliori.
E che la Pilkington sia decisa a non mollare è provato dai recenti investimenti che Nsg ha fatto a San Salvo. Cinque mesi fa la multinazionale ha investito un milione e 600mila euro per la produzione di parabrezza di ultima generazione nello stabilimento di Piana Sant’Angelo. La somma è stata stanziata per ristrutturare il forno Selas 2. L’investimento dovrebbe portare già il prossimo anno i primi risultati positivi e diminuire quindi gli attuali esuberi.
Quando un’azienda investe vuol dire che ha progetti futuri. Pilkington è presente in Italia dal 1994, anno in cui ha acquisito, in joint-venture con Techint SpA, il Gruppo Siv(Società Italiana Vetro), rilevando poi la quota di Techint nel 1995. Lo stabilimento di San Salvo rappresenta il più grande centro produttivo Pilkington in Italia. Costruito negli anni ’60, copre un’area di oltre 800.000 mq e vi lavorano 1.800 persone. I settori produttivi sono costituiti dalle “Prime Lavorazioni” (dalla materia prima, la sabbia silicea, alla lastra di vetro) e dalle “Seconde Lavorazioni” (la lastra, dopo appositi trattamenti, diviene vetro per auto). I processi sono essenzialmente tre: Float, Accoppiato e Temperato. Il Temperato è quello che da qualche problema ma la serenità con cui l’azienda sta affrontando il problema e il rapporto con i sindacati mantengono un clima positivo in fabbrica. Il presidente Graziano Marcovecchio considera la Pilkington una grande famiglia e non ha intenzione di fare a meno di nessun componente.
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