Piscina a rischio chiusura «Il Comune è in ritardo»

11 Agosto 2019

CHIETI. La Teateservizi, gestore della piscina comunale fino al 31 agosto, ha chiesto al Comune «di poter riconsegnare le chiavi». A rivelarlo è il consigliere del Pd Alessandro Marzoli: «La chiusura...

CHIETI. La Teateservizi, gestore della piscina comunale fino al 31 agosto, ha chiesto al Comune «di poter riconsegnare le chiavi». A rivelarlo è il consigliere del Pd Alessandro Marzoli: «La chiusura della piscina è un rischio concreto da scongiurare in ogni modo», denuncia Marzoli. Della piscina si è parlato in una riunione della commissione sport: «Sono state evidenziate ancora una volta assurde difficoltà di programmazione nella gestione dello Stadio del nuoto. La Teateservizi, che ogni anno chiede lumi al Comune per organizzare la stagione, ha ormai gettato la spugna e chiesto ufficialmente all’ente di poter riconsegnare le chiavi».
Nei piani dell’amministrazione Di Primio c’è la cessione della piscina ai privati per fare cassa ma l’iter è fermo: «Si parla da mesi di un bando di gestione, ma questo non può partire dopo settembre 2019 e lasciare ancora una volta nel panico utenti e atleti agonisti che anche quest’anno», dice Marzoli, «potrebbero vedere a rischio la partenza della nuova stagione sportiva. Occorre programmazione dettagliata sia nell’eventuale proroga a Teateservizi, che deve essere annuale, sia nel pubblicare il futuro bando di gestione». Marzoli parla di amministrazione in «affanno»: «I cittadini di Chieti che in questi giorni chiamano e chiedono informazioni non ricevono risposte certe e questo può spingerli a emigrare verso altre strutture. A inizio giugno, sindaco e giunta erano ancora in tempo per compiere gli atti necessari a programmare per tempo il futuro della piscina e non ripetere i devastanti errori degli scorsi anni. Ma la commissione sport, ad agosto inoltrato, ha certificato che non è stato fatto e ora è il caos». Secondo Marzoli, le liti in maggioranza sono causa dei ritardi: «Noi siamo sempre disponibili a dare il nostro contributo di idee, ma prontissimi a dare battaglia e non fare sconti in caso di scelte penalizzanti».