«Piscina al privato, appalto impossibile»
Un’unica offerta per l’affidamento di 25 anni, concorrente denuncia: «Condizioni troppo gravose»
CHIETI. L’affidamento della piscina comunale in concessione per 25 anni potrebbe rivelarsi «un bagno di sangue». Cioè: «Tante spese (troppe) e nessun guadagno». A fare una previsione nera è l’avvocato Daisy D’Alessandro, legale della società Perla Village, catena di palestre di Chieti e Pescara interessata a rilevare la gestione dello Stadio del nuoto ma che, poi, ha rinunciato e alla fine non ha partecipato alla gara per le condizioni ritenute «troppo gravose». In corsa per la piscina c’è un solo gruppo: la Esa Sales Network dell’imprenditore Walter Serpellini, l’unico a presentare un’offerta per l’affare da 31 milioni. Un’offerta salutata con «soddisfazione» dal sindaco Umberto Di Primio. Ora, entro un mese, al termine dei controlli, potrebbe arrivare l’aggiudicazione: il Comune vuole chiudere il prima possibile per scrollarsi l’onere della gestione.
Prima della scadenza del bando, la Perla Village ha fatto un sopralluogo allo Stadio del nuoto. «Ho letto attentamente le oltre mille pagine del bando anche se il tempo messo a disposizione dal Comune è stato di soli 15 giorni», spiega l’avvocato, «ho fatto domande sul portale, ho studiato bene le criticità e l’eventuale investimento richiesto dal Comune: ben 2,5 milioni di lavori straordinari entro 4 anni dall’aggiudicazione». La società solleva «dubbi e perplessità» e dice: «Sul portale abbiamo chiesto se era possibile fare lavori in economia e ci è stato risposto di no. Abbiamo chiesto di vedere i bilanci degli ultimi anni della gestione della Teateservizi che, per legge, dovrebbero essere pubblici, e ci è stato risposto di no. Abbiamo chiesto di vedere gli importi effettivi delle utenze di acqua, luce e gas e, anche qui, non abbiamo avuto fortuna». La società non ha partecipato al bando ma, all’ultimo minuto, sperando in una gara deserta ha avanzato una proposta di «gestione provvisoria» dello Stadio del nuoto «elencando i punti critici e insuperabili del bando»: a detta della Perla Village, le condizioni richieste dal Comune sono state considerate troppo stringenti.
«Siamo ben contenti se l’unico partecipante riuscirà a rispettare gli impegni gravosi e le condizioni del bando», recita una nota della Perla Village, «a nostro parere, potrebbe essere una gestione alla Madre Teresa di Calcutta: tante spese (troppe) e nessun guadagno. Ad ogni modo», conclude testualmente la società, «ci sentiamo in dovere di fare un grande in bocca al lupo al gruppo Serpellini. Attendiamo l’esito della commissione per vedere se e chi sarà il nuovo gestore». (p.l.)

