Piscina comunale, Marzoli svela le carte

4 Novembre 2015

Il consigliere del Pd a Puddu: parlano i documenti sui debiti del gestore e sulla mancata sanificazione

CHIETI. «Io non mento. Mi sono limitato a riportare alla collettività ciò che ha scritto un dirigente del Comune. Il resto sono solo semplici attacchi gratuiti e fuori luogo». Alessandro Marzoli, consigliere comunale del Pd, è furente dopo che Gianfranco Puddu, presidente della Teate Splashing, associazione sportiva che gestisce da un decennio la piscina comunale, ha replicato alle accuse di Marzoli tacciato di mentire. Il diretto interessato non ci sta e ribatte mostrando la determina dirigenziale numero 368 firmata, in data 2 ottobre, dall’allora dirigente del settimo settore, ambiente, ecologia, ced, sicurezza e sport, ingegner Giuseppe La Rovere, poi uscito di scena in quanto prossimo alla pensione. La Rovere aveva scritto al dirigente del IV settore, gestione delle risorse finanziarie, chiedendo la “registrazione urgente in contabilità della determinazione firmata”. Che aveva ad oggetto, nello specifico, “l’affidamento gestione dello stadio del nuoto ed opere di adeguamento accessorie all’Asd Teate Splashing” con relativa, infine, risoluzione contrattuale. La determina, sottolinea Marzoli, staziona stranamente ancora negli uffici della ragioneria di palazzo d’Achille invece di diventare immediatamente esecutiva. Ma è il contenuto della determina, precisa il consigliere del Pd, che lascia allibiti. «Nella determina che ho citato c’è scritto a lettere cubitali che sono oltre 633 mila gli euro non corrisposti, anche nel periodo antecedente alla stipula del contratto, da un privato per la gestione di una struttura pubblica. Soldi che pesano ad oggi sui teatini e sulle teatine. Fa specie constatare la reazione scomposta del gestore e gli attacchi personali che fa da coltraltare», tuona Marzoli, «al silenzio del sindaco Di Primio, il quale è informato da anni, come i suoi assessori allo sport, sul mancato rispetto delle previsioni contrattuali». Questo perché, ricorda Marzoli, ci sono lettere del Comune già dal 2013 che chiedono lumi al gestore sulla mancata corrispondenza dei canoni di affitto della piscina. Nella determina numero 368 di cinque pagine a firma dell’ingegner La Rovere, si legge anche che “sono state rilevate inadempienze circa gli obblighi di sanificazione dell’impianto natatorio (cattivi odori, intonaci scrostati, scarsa manutenzione dell’acqua nelle vasche) come sollevati anche a seguito di accertamento da parte della Asl.” «Un qualcosa che, sia ben chiaro, non dice il consigliere Marzoli, bensì un dirigente del Comune di Chieti in una determina ufficiale e protocollata. Questi sono fatti e numeri. Sulle ragioni dell’inerzia e sugli eventuali danni erariali per il Comune», riprende Marzoli, «saranno invece gli organi contabili e giudiziari ad accertare le responsabilità».(j.o.)