Piscina, ecco il piano per sventare la chiusura

Le ipotesi sul tavolo del sindaco: gestione al Comune o affidamento a un privato È scontro con la Teateservizi: «Cattiva
CHIETI . «La piscina comunale, dopo la normale pausa al termine della stagione estiva, riaprirà regolarmente il 16 settembre». Il sindaco Umberto Di Primio è certo: oggi alle 9.30, nel suo ufficio al primo piano del Comune, è fissata una riunione per discutere del futuro prossimo dello Stadio del nuoto. Sabato è stato l’ultimo giorno di attività e la gestione affidata alla Teateservizi scadrà il prossimo 30 settembre. «C’è tempo per pianificare l’attività», dice il sindaco che, intanto, ha dato il via libera alla gara d’appalto per dare la piscina in concessione a un privato per 25 anni: un affare da 31 milioni di euro e non da 28 come inizialmente stimato dall’amministrazione. Ma il nodo da sciogliere, adesso, è come mandare avanti l’impianto di via Maestri del lavoro fino all’affidamento a un privato. La Teateservizi, che gestisce la piscina dal 2015 quando il Comune ha revocato il contratto con la Teate Splashing per «assoluto inadempimento contrattuale» a fronte di lavori mai fatti e affitti non pagati, vuole chiamarsi fuori in anticipo e passare la mano immediatamente: lo ha annunciato il direttore generale Antonio Barbone con una lettera inviata al sindaco. E ora Di Primio lancia un altro atto d’accusa contro la partecipata che gestisce la riscossione delle tasse comunali: «C’è una cattiva gestione della Teateservizi», afferma il sindaco, «lo dico in generale e non vale soltanto per la piscina. Del resto, non è la prima volta che mi lamento della Teateservizi: l’ho detto anche in consiglio comunale. E la mia», sottolinea Di Primio, «non è una posizione personale e soggettiva: è la sintesi di tutto ciò che ci hanno detto già anche i revisori dei conti del Comune e il collegio sindacale della Teateservizi stessa che dice che il management è inadeguato. Io la chiamo svogliatezza e, purtroppo, anche la gestione della piscina risente di tale atteggiamento». In questo clima, a breve, il sindaco dovrà scegliere il nuovo amministratore unico della società dopo le dimissioni di Giovanni D’Amico.
Secondo le stime iniziali del 2015, la piscina avrebbe dovuto portare utili per 60mila euro all’anno ma quelle previsioni si sono rivelate sballate nonostante i circa duemila iscritti. Per questo, la Teateservizi vuole scrollarsi l’onere della gestione e riconsegnare le chiavi al Comune. Ma il rischio è che l’impianto non riapra tra due settimane. «Abbiamo tre soluzioni davanti», dice il sindaco, «la prima è una gestione diretta del Comune avvalendosi dell’apporto della Fin (Federazione italiana nuoto) per la parte sportiva e questa è un’ipotesi praticabile; la seconda è l’affidamento temporaneo a un soggetto terzo ma questa possibilità è più remota in quanto richiederebbe un avviso pubblico e tempi più lunghi; la terza, invece, sarebbe chiudere la piscina e questo farebbe senz’altro felice il consigliere del Pd Alessandro Marzoli ma non succederà: la piscina», assicura Di Primio, «non chiuderà: stiamo già lavorando alla campagna pubblicitaria per l’avvio della stagione sportiva. Contiamo che dal 16 settembre si torni a un regime ordinario e, al più tardi, i corsi ripartiranno dall'inizio di ottobre. Gli atleti teatini possono stare tranquilli, così come i lavoratori: ho rassicurato tutti che l’impianto non chiuderà. Abbiamo poche idee sulla piscina ma sono idee chiare».
Per trovare un gestore, a patto che la gara d’appalto vada avanti senza intoppi, ci vorranno almeno tre o 4 mesi: il bando dice che il gestore, oltre a versare un canone di affitto al Comune, dovrà eseguire anche i lavori di manutenzione straordinaria di cui la piscina ha bisogno. L’elenco degli interventi necessari, opere per milioni di euro, è stato stilato dall’architetto Vincenzo Perinelli di Chieti e ruota intorno al «miglioramento sismico delle gradinate delle piscine esterne e opere di manutenzione straordinaria delle strutture e ammodernamento degli impianti tecnologici». Ma affidare la piscina a un privato potrebbe essere anche un salto nel vuoto: una scommessa proprio nel momento in cui le piscine pubbliche date in concessione ai privati si trovano in piena crisi come le Naiadi di Pescara, di proprietà della Regione, e Le Gemelle del Comune Lanciano, che sono chiuse da mesi.

