Piscina, in quattro sotto accusa per frode

6 Giugno 2019

Finisce nei guai anche il vecchio gestore dell’impianto di proprietà comunale. Il giudice ordina l’imputazione coatta

CHIETI . In 4 finiscono sotto accusa per le fidejussioni irregolari presentate in Comune dalla Teate Splashing, la società sportiva che ha gestito lo stadio del nuoto fino al 2015 ed è stata “licenziata” dal Comune «per assoluto inadempimento contrattuale» a causa del «mancato pagamento» dei canoni di affitto da 65 mila euro all’anno. Frode nelle pubbliche forniture: è questa l’accusa nei confronti di Gianfranco Puddu, 57 anni di Chieti, all’epoca dei fatti presidente della Teate Splashing, Corrado Cucchi, 58 anni di Roma, legale rappresentanze del Consorzio Confidi, Pietro Iacovella, 64 anni di Guardiagrele, e Marco Di Renzo, 62 anni di Sulmona, entrambi intermediari. La procura ha presentato due volte la richiesta di archiviazione, ma il giudice Luca De Ninis ha disposto l’imputazione coatta: «Sussistono elementi idonei a sostenere l’azione in giudizio per tutti gli indagati», si legge sull’ordinanza.
Secondo il gip, «gli indagati hanno fornito al Comune di Chieti le 4 apparenti polizze fidejussorie, provenienti da un soggetto (Consorzio Confidi) non legittimato a prestare garanzie nei confronti del pubblico e, a maggior ragione, non legittimato a prestarle nei confronti di un ente pubblico: condotta che tradisce la natura fraudolenta della predetta prestazione contrattuale, quanto meno da parte dell’ente erogatore e degli intermediari». Più nel dettaglio: «Tale condizioni infatti non poteva non essere nota al legale rappresentante del Consorzio Confidi e ai due indagati che hanno intermediato le polizze, i quali hanno altresì lucrato sul premio pagato da Puddu, nell’ambito di una gestione illecita del consorzio che ha condotto al suo fallimento e all’incriminazione per bancarotta e abusivismo finanziario. Solo parzialmente diversa, ma comunque meritevole di vaglio processuale, è la posizione di Puddu». Il motivo? «Le medesime censure sulla inutilità delle polizze sottoscritte e fornite possono essere rivolte anche a lui», scrive il giudice, «tenuto a informarsi sulle corrette modalità di adempimento del contratto pubblico e sulla natura degli enti legittimati a emettere la fidejussione». Il gip sottolinea: «I primi due rinnovi delle originarie polizze sono stati eseguiti in ritardo (18 e 26 febbraio 2014) rispetto alla scadenza delle precedenti valide (4 luglio 2013) e Puddu ha presentato al Comune i 4 rinnovi delle polizze con il Consorzio con ulteriore notevole ritardo (22 settembre 2015), solo all’esito di plurimi solleciti e poco prima di ricevere la risoluzione del contratto: circostanze che, unitamente all’inadempimento contrattuale e all’ingente posizione debitoria, costituiscono a loro volta indice di mala fede».
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Monica D’Amico, Claudia Viani, Teresa Paola e Alessandro Perrucci.