Piscina, ora si tenta l’ultimo salvataggio: contatti con i privati

5 Settembre 2019

LANCIANO. Si tenta il tutto per tutto per salvare il centro sportivo Le Gemelle. In questi giorni la struttura che contiene due piscine semi olimpioniche e altri impianti sportivi, tra cui una...

LANCIANO. Si tenta il tutto per tutto per salvare il centro sportivo Le Gemelle. In questi giorni la struttura che contiene due piscine semi olimpioniche e altri impianti sportivi, tra cui una palestra e una sala attrezzi, è al centro di una serie di contatti tra attuale gestore, aspiranti gestori e Comune. È una corsa contro il tempo. Il destino del centro sportivo infatti potrebbe infrangersi per sempre a seguito dell’udienza preliminare di fallimento fissata per la fine del mese. Lo stesso gestore, l’imprenditore teatino Walter Serpellini, nelle scorse settimane aveva dichiarato al Centro, la volontà di tirarsi indietro dal progetto di riqualificazione: troppi i creditori e esageratamente alto il debito accumulato dalla società Wellness in tutti questi anni che ammonta a 2,6 milioni. Serpellini nei giorni scorsi avrebbe chiarito le sue intenzioni anche al Comune, asserendo ancora una volta di non avere la capacità finanziaria per coprire l’immenso ammanco e per rilanciare l’impianto. Ma in queste ore si tenta il rush finale. L’impianto del quartiere Santa Rita è oggetto di lavori di pulizia e manutenzione dopo che, nelle scorse settimane, era rimasto abbandonato nell’incuria.
Ci sarebbe la volontà, manifestata al Comune, di un passaggio di mano tra la Wellness e una nuova società che si era dimostrata disponibile a investire sulle Gemelle e a farne una sorta di cittadella dello sport. Resta da capire come intenderà muoversi palazzo di città, immobilizzato dai gangli della legislazione sui codici degli appalti che, ad esempio, non consentirebbero un affidamento temporaneo, e che resta apparentemente in bilico tra la volontà di proseguire un servizio di eccellenza per la città e la paura di azioni legali o di ripercussioni finanziarie. Gli avvocati del Comune avrebbero messo in guardia l’amministrazione dal rischio di un indebito arricchimento dell’ente nell’ipotesi in cui il Comune potesse riappropriarsi della struttura prima della naturale scadenza del contratto di gestione, prevista nel 2040. Un pasticcio che sta tenendo col fiato sospeso non solo gli oltre 2.300 iscritti delle Gemelle, molti dei quali hanno pagato abbonamenti semestrali o annuali che non sono stati goduti, dato che ogni attività è stata sospesa dal 23 marzo scorso, ma anche 40 dipendenti della struttura, licenziati o autosospesi a causa di gravi ritardi nel pagamento delle mensilità.