Pista ciclabile in abbandono M5S: un piano per ripulirla

Vasto. La proposta dei consiglieri Carinci e Gallo sul degrado di Vallone Lebba «In città ci sono i percettori del reddito di cittadinanza: il Comune li utilizzi»
VASTO. «Contrastare lo stato di abbandono e di degrado della pista ciclabile di Vallone Lebba utilizzando i beneficiari del reddito di cittadinanza». A lanciare la proposta è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (M5S) che, prendendo spunto dal recente blitz compiuto in Comune dalla guardia di finanza, torna a sollecitare interventi per ripristinare il decoro e la funzionalità del percorso diventato una discarica abusiva a cielo aperto.
«Il M5S da alcuni mesi ha chiesto alla giunta comunale di attivare i piani di utilità pubblica (Puc) per utilizzare la forza lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza», spiegano i consiglieri Dina Carinci e Marco Gallo, «molti Comuni si sono già mossi in questa direzione, ma a Vasto si dorme, si rinuncia a un notevole apporto di manodopera e si preferisce scaricare su altri enti le responsabilità di situazioni di degrado diffuse su tutto il territorio. Proponiamo quindi al sindaco Francesco Menna di redigere al più presto un Puc in cui inserire anche la manutenzione e la sorveglianza delle piste ciclabili. I cittadini sono stanchi di assistere ai palleggiamenti di responsabilità tra enti e chiedono soltanto di poter vivere in un territorio mantenuto con le sue infrastrutture in buone condizioni di funzionalità e decoro».
I riflettori sulla pista ciclabile di Vallone Lebba, costata 640mila euro e diventata negli anni impercorribile, si sono accesi di nuovo nei giorni scorsi quando i finanzieri sono andati in Comune ad acquisire gli atti relativi all’opera pubblica realizzata nel 2010 con i fondi del patto Trigno-Sinello e con la compartecipazione del Comune al 40%. «La prosecuzione dell’inchiesta forse chiarirà la vicenda, una delle pagine più penose scritta a Vasto dalle amministrazioni di centrosinistra», aggiungono Carinci e Gallo, «ma a noi oggi interessa lo stato di abbandono e di degrado in cui versa l’infrastruttura. Nell’ultima seduta del consiglio comunale, il consigliere Luciano Lapenna ha provato a scaricare sul Consorzio di bonifica la responsabilità della mancata manutenzione, restando impassibile di fronte alle contestazioni dei consiglieri di opposizione che gli sbandieravano sotto il naso il contratto che prevede la manutenzione a carico del Comune, mentre al Consorzio di bonifica è affidata la cura del torrente. Addossare le responsabilità ad altri enti è cattivo costume di questa maggioranza, musica sgradevole già suonata per giustificare il degrado di Fosso marino e del torrente Maltempo», concludono i due consigliericomunali pentastellati.
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