Pista ciclabile, raccolta di firme ed esposti

Ascom torna a chiedere lo smantellamento dell’infrastruttura in città. Lettera alla Corte dei Conti
LANCIANO. Una petizione per chiedere la rimozione della pista ciclabile; l’attesa delle risposte della Corte dei Conti sui soldi spesi, un milione di euro, per realizzare 860 metri di pista e della Procura di Lanciano, sull’inchiesta fatta riaprire dal tribunale per verificare se la ciclabile sia pericolosa, se ci sono stati atti omessi e se l’opera era collaudabile. Ascom torna a lottare per lo smantellamento della pista ciclabile di via Del Mare, opera che dalla progettazione nel 2015, all’apertura nel 2019 fino ad oggi, ha creato discussioni e polemiche. Lo fa con una petizione, la 4ª, rivolta questa volta all’amministrazione Paolini.
«Ci ritroviamo a dover fare una quarta petizione poiché le tre precedenti (fatte nel 2015, 2017 e 2019 dai cittadini, ndc), nonostante le numerose adesioni, non sono mai state prese in considerazione dall’ex amministrazione Pupillo», spiega il presidente Ascom, Angelo Allegrino, «un fatto inammissibile se consideriamo che le petizioni sono una forma di espressione popolare e la loro mancata considerazione è un’evidente mancanza di rispetto verso tutta la cittadinanza. E la petizione ci serve per capire la nuova amministrazione cosa vuole fare per risolvere il problema di una pista insicura, non a norma, costosissima e che ha creato danni a commercianti e residenti». Affermazioni che l’associazione poggia su una relazione, ormai del 2017, della polizia municipale, sulla segnaletica carente e lo spartitraffico che ha oltre 30 interruzioni (mancato rispetto di alcuni art. del decreto 557 del 1999), su indicazioni del ministero dei Trasporti, norme del codice della strada. «Inoltre ricordiamo che l’obiettivo del progetto, per cui sono stati elargiti i fondi regionali era di “elevare il grado di attrattiva turistica...e valorizzare le risorse del territorio”», riprende Ascom. «Alla luce dei fatti è evidente che siamo ben lontani dall’aver creato un elemento di attrattiva turistica, e tanto meno c’è stata una valorizzazione del territorio, ma si è creato solo un malessere per tutta la cittadinanza, un impoverimento del tessuto commerciale della zona e un costante rischio per automobilisti e ciclisti che attraversano la via. Siamo davanti all’ennesimo esempio in cui soldi pubblici, quasi 1 milione di euro, sono stati spesi per un progetto che ha creato più danni che benefici. Per questo motivo Ascom Abruzzo ha segnalato alla Corte dei Conti questa spesa che vedremo se sarà ripagata dagli ex amministratori».
In attesa della giustizia (c’è anche un’inchiesta della Procura in corso), l’associazione torna a chiedere ai cittadini, tramite petizione, cosa vuol fare della via, e all’amministrazione Paolini di intervenire per «porre rimedio a una situazione che non è più sostenibile in via Del Mare».
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